Il fatto che il cambiamento climatico non influenzi tutti i vini nello stesso modo può apparire intuitivo. Oggi, però, questa considerazione trova una conferma quantitativa in una ricerca pubblicata sul Journal of Cleaner Production, rivista scientifica internazionale che ha dedicato uno studio specifico al rapporto tra clima e qualità del vino nel Collio.
Lo studio, intitolato Climate and the quality of wine: Whites vs. reds, è stato realizzato da Giovanni Millo, Paolo Bogoni, Barbara Campisi, Matteo Carzedda, Gianluigi Gallenti, Valentino Riva e Gaetano Carmeci dell’Università di Trieste. Il lavoro affronta una delle questioni più discusse per il futuro della viticoltura: comprendere in che modo il cambiamento climatico stia modificando la qualità dei vini e quali varietà sembrino adattarsi meglio alle nuove condizioni ambientali.
La letteratura scientifica ha già dimostrato in numerose occasioni che temperatura e precipitazioni incidono sulla maturazione delle uve, sulla composizione aromatica dei vini e sul loro equilibrio complessivo. Molto meno frequenti risultano invece gli studi che analizzano contemporaneamente l’effetto del clima su più varietà e che confrontano il comportamento dei vini bianchi e dei vini rossi all’interno dello stesso territorio.
Per questo motivo i ricercatori hanno scelto il Collio come caso di studio. L’area rappresenta uno dei territori vitivinicoli più importanti del Friuli-Venezia Giulia e offre una combinazione particolarmente interessante di condizioni pedoclimatiche relativamente omogenee e di una significativa presenza varietale.
La ricerca si basa su un database composto da 900 osservazioni, relative a 43 produttori, 35 annate e 12 varietà differenti, raccolte tra il 1987 e il 2021. Per valutare la qualità dei vini sono stati utilizzati i punteggi assegnati dalla rivista americana Wine Spectator, mentre per la componente climatica sono state considerate la temperatura media primaverile, la temperatura media estiva, le precipitazioni invernali e quelle estive.
L’analisi statistica conferma che il clima esercita un’influenza significativa sulla qualità percepita dei vini. Ciò che emerge con maggiore evidenza riguarda però la diversa sensibilità mostrata da vini bianchi e vini rossi.

Secondo i risultati dello studio, i vini bianchi tenderebbero a beneficiare di primavere più calde, mentre risulterebbero maggiormente penalizzati da precipitazioni estive elevate. I vini rossi, invece, mostrerebbero una risposta più favorevole all’aumento delle temperature estive, suggerendo una diversa capacità di sfruttare il calore durante la fase di maturazione.
Le differenze non si limitano alla distinzione tra bianchi e rossi. Anche all’interno della stessa categoria, varietà differenti reagiscono in modo diverso alle medesime condizioni climatiche. Alcuni vitigni sembrano trarre vantaggio dall’aumento delle temperature, mentre altri evidenziano una maggiore vulnerabilità agli eccessi termici o alle variazioni delle precipitazioni.
Questo elemento rappresenta uno degli aspetti più rilevanti della ricerca. Il cambiamento climatico non appare infatti come un fenomeno in grado di produrre conseguenze uniformi sull’intero settore vitivinicolo. Gli effetti dipendono dal vitigno, dall’ambiente di coltivazione, dalla gestione agronomica e dalle caratteristiche specifiche di ciascun territorio.
Gli autori hanno inoltre elaborato alcune proiezioni climatiche per il Friuli-Venezia Giulia basate su scenari relativi ai prossimi decenni. Le simulazioni indicano un aumento delle temperature primaverili ed estive accompagnato da una maggiore variabilità delle precipitazioni. Un quadro che molti produttori stanno già osservando nella pratica attraverso vendemmie anticipate, periodi di siccità più frequenti ed eventi meteorologici estremi.
La ricerca suggerisce che una parte importante dell’adattamento potrebbe passare attraverso le scelte varietali. Comprendere quali vitigni siano in grado di mantenere livelli qualitativi elevati nelle nuove condizioni climatiche potrebbe diventare un elemento decisivo per la pianificazione dei vigneti futuri.
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