Per lungo tempo l’En Primeur è stato uno degli strumenti più riconoscibili nel commercio dei grandi vini. Comprare un Bordeaux mentre era ancora in fase di affinamento consentiva di puntare su condizioni economiche potenzialmente favorevoli e sul possibile incremento di valore al momento dell’arrivo sul mercato. Alla base del sistema c’era una relazione di fiducia tra château, négociants, merchant e collezionisti.
Questo assetto, però, mostra oggi segnali di maggiore debolezza. Il Closing Report di Liv-ex dedicato alla campagna En Primeur 2025 descrive un modello in evoluzione, che sembra aver perso una delle sue certezze: l’idea che acquistare un vino in anteprima comporti necessariamente la creazione di valore nel tempo.
Qualità alta, ma prezzi poco competitivi
La campagna 2025 è arrivata dopo un 2024 che aveva creato difficoltà diffuse lungo la filiera. Liv-ex rileva che, dopo anni caratterizzati da politiche di prezzo giudicate troppo elevate e in presenza di un rallentamento del mercato dei fine wines, non solo i collezionisti hanno frenato gli acquisti. Anche négociants e merchant hanno mostrato una minore propensione a immobilizzare risorse in vini complessi da vendere.
In questo contesto, il rilancio dell’En Primeur dipendeva soprattutto dalla capacità di ristabilire fiducia attraverso i prezzi. L’obiettivo è stato raggiunto solo in parte. Sebbene la critica abbia collocato il 2025 tra le migliori annate dell’ultimo decennio, per molti operatori i prezzi di uscita non sono risultati abbastanza competitivi da sostenere una ripresa degli acquisti.
L’anteprima si confronta con vini già pronti
Il passaggio più rilevante indicato dal report riguarda il criterio con cui viene considerato oggi un acquisto En Primeur. In passato l’attenzione era rivolta principalmente al futuro: si acquistava in anticipo un vino ritenuto destinato a rivalutarsi nel tempo.
Oggi il confronto avviene invece sul mercato presente. Il Bordeaux 2025 viene valutato accanto alle annate 2019 e 2020, già reperibili, con anni di affinamento alle spalle, valutazioni elevate e prezzi spesso simili. Quando il vantaggio economico dell’acquisto anticipato si assottiglia, perde forza anche una delle ragioni principali per aspettare due anni prima della consegna delle bottiglie.

Il punto, quindi, non riguarda la qualità del Bordeaux 2025. A essere messo sotto osservazione è il rapporto tra prezzo e valore percepito. Il mercato sembra richiedere una compensazione più evidente per il rischio legato all’acquisto anticipato.
Un mercato più selettivo
Nonostante un giudizio generale improntato alla cautela, Liv-ex suggerisce di non interpretare la campagna in termini eccessivamente negativi. Alcune etichette hanno ottenuto risultati favorevoli, tra cui Cheval Blanc, Margaux, Lafite e Batailley. Questi vini hanno incontrato la domanda grazie a un equilibrio ritenuto efficace tra qualità, reputazione e posizionamento di prezzo.
L’elemento più significativo non è dunque l’assenza di interesse, ma il suo cambiamento. Il mercato dei fine wines appare oggi più selettivo: gli acquirenti continuano a investire, concentrando però le proprie scelte sulle etichette capaci di esprimere un valore percepito nettamente superiore rispetto alle opzioni già disponibili.
Per leggere la campagna 2025, Liv-ex richiama anche un confronto con il passato. L’En Primeur 2014 venne accolto con scetticismo al momento della sua commercializzazione. Negli anni successivi, tuttavia, quei prezzi si sono rivelati equilibrati e numerosi acquirenti hanno rivalutato positivamente gli investimenti compiuti allora. Secondo gli analisti, le somiglianze tra le due campagne invitano quindi alla prudenza prima di esprimere una valutazione definitiva sul 2025.
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