Nell’edizione 2026 della World’s Best Sommeliers’ Selection, tre etichette riconducibili al collettivo Lanostrastrada figurano tra i venti vini italiani inclusi nella selezione. La rassegna è promossa da William Reed — organizzazione che gestisce anche The World’s 50 Best Restaurants — attraverso un panel composto da sommelier di fama internazionale.
Lanostrastrada è la realtà romagnola che raccoglie sotto un’unica visione Tenuta Del Paguro e Viabizzunoagricola. Il progetto non si limita a una funzione di aggregazione commerciale: mette in relazione pratiche agricole, sperimentazione tecnica e cultura enologica contemporanea, con l’obiettivo condiviso di qualità e radicamento territoriale. Tre posizioni su venti nella classifica italiana testimoniano la rilevanza raggiunta dal collettivo a livello globale.
Due etichette su tre portano la firma di Tenuta Del Paguro. Homarus 2021 è un Merlot affinato in ambiente marino: la giuria lo ha caratterizzato come ricco e avvolgente, individuando al naso note di cassis, ribes e prugna con rimandi a cioccolato fondente ed espresso. La bocca è morbida e vellutata, con un finale lungo e sapido che riflette il percorso di maturazione subacquea.

Ostrea in Fundo 2023 è invece un rosato da uve Sangiovese in purezza, anch’esso sottoposto ad affinamento sott’acqua. Il colore si presenta aranciato e intenso; il profilo olfattivo si costruisce su prugna salata, fragoline, arancia sanguinella e melograno. Freschezza e chiusura salina definiscono una struttura adatta all’abbinamento con cucine di impostazione contemporanea.

La terza etichetta selezionata è donnacricri 2023, produzione di Viabizzunoagricola da uve grillo in purezza. La giuria ne ha apprezzato l’espressione olfattiva — pesca matura, pera, nettarina e albicocca con fiori bianchi e sfumature erbacee — e un sorso caratterizzato da freschezza, acidità pronunciata, note di limone e nocciola tostata, sapidità minerale e una texture leggermente oleosa.
L’affinamento marino è la pratica che distingue Tenuta Del Paguro fin dalla sua fondazione nel 2008, anno in cui divenne la prima azienda italiana — e tra le prime al mondo — ad adottare questo approccio. Il sito scelto è il relitto della piattaforma Paguro, posizionato a trenta metri sotto il livello del mare al largo di Marina di Ravenna. Le bottiglie vi restano per un anno intero, esposte a una serie di variabili fisiche costanti: una pressione che si attesta intorno ai quattro bar, una temperatura che non esce dalla fascia 10-13 gradi, l’assenza completa di luce e il movimento continuo impresso dalle correnti marine. L’insieme di questi fattori interviene sulla maturazione del vino a livello fisico, chimico e molecolare, plasmando integrazione aromatica, equilibrio e la caratteristica impronta sapida delle etichette.
Il riconoscimento ottenuto nella selezione mondiale vale come validazione internazionale dell’intero approccio produttivo, non delle sole etichette premiate. Su questo fronte l’azienda mantiene attivo un programma di indagine scientifica finalizzato a misurare e documentare con precisione l’influenza dell’habitat marino sul prodotto. Una scelta compiuta fin dall’inizio riguarda anche la diffusione delle competenze acquisite: Tenuta Del Paguro ha messo a disposizione di altri produttori il proprio know-how, contribuendo alla nascita di un segmento enologico inedito e alla costruzione di un modello operativo trasferibile ad altre realtà del settore.

«Abbiamo iniziato nel 2008 con un’intuizione che sembrava impossibile: lasciare che il mare completasse il lavoro della terra. Oggi questo riconoscimento dimostra che quell’intuizione è diventata un metodo», osserva Gianluca Grilli, fondatore di Tenuta Del Paguro.
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