Con 300 espositori, circa 2.500 etichette e oltre 600 buyer già registrati a settembre, Vinitaly.USA 2026 si prepara alla terza edizione, in programma il 26 e 27 ottobre al Pier 36, nel Lower East Side di Manhattan. Accanto alla componente commerciale, l’appuntamento di New York darà spazio anche all’enoturismo italiano, attraverso le iniziative di ENIT e il format Vinitaly Tourism.
Gli 11 mila metri quadrati di superficie espositiva risultano esauriti e il contingente italiano, grazie anche all’attività di ITA-Italian Trade Agency, è salito a 300 espositori tra aziende, collettive regionali, associazioni e consorzi.
La campagna di invito e selezione dei buyer viene portata avanti da Veronafiere insieme a ITA-Italian Trade Agency non soltanto negli Stati Uniti, ma anche in Canada e Messico. A settembre erano già registrati oltre 600 buyer, tra importatori, distributori e operatori Horeca.
ENIT porta a New York un nuovo hub sull’enoturismo
All’interno della manifestazione troverà spazio anche la presenza istituzionale italiana dedicata al turismo del vino. ENIT realizzerà un nuovo hub editoriale sull’enoturismo, disponibile in italiano e in inglese e ospitato sul proprio sito.
Lo spazio raccoglierà in un unico punto l’offerta delle regioni italiane, permettendo agli stakeholder di avere una visione complessiva dei territori e delle proposte legate al settore.
Il tema sarà accompagnato da una conferenza stampa in programma il 27 ottobre alle ore 12, alla quale parteciperanno Ivana Jelinic, amministratore delegato di ENIT S.p.A., e Gianluca Caramanna, consigliere del Ministro del Turismo per i rapporti istituzionali e membro della X Commissione della Camera dei Deputati.
Il Ministero del Turismo considera l’enoturismo una priorità da sviluppare anche sui mercati internazionali attraverso ENIT S.p.A. Il ministro Gianmarco Mazzi ne indica il valore in 3,1 miliardi di euro, evidenziandone il ruolo nella valorizzazione di territori e borghi e nella destagionalizzazione.
Il mercato statunitense cresce per il turismo italiano
L’attenzione verso gli Stati Uniti trova riscontro nei dati sui flussi turistici. Secondo l’Ufficio Studi ENIT, nel primo semestre 2026 sono arrivati in Italia 1,9 milioni di viaggiatori statunitensi, che hanno generato oltre 17,7 milioni di pernottamenti.
Nel confronto con lo stesso periodo del 2025, la spesa è aumentata del 7,5%, il numero dei viaggiatori del 6,2% e i pernottamenti del 7,6%.
Anche i viaggi motivati dall’enogastronomia mostrano una crescita. Nel 2025, 30 mila viaggiatori statunitensi hanno scelto l’Italia per una vacanza a motivazione enogastronomica, il doppio rispetto all’anno precedente, con una spesa di 42,3 milioni di euro, secondo i dati Banca d’Italia elaborati dall’Ufficio Studi ENIT.
Un’analisi dell’Ufficio Studi ENIT su dati UniCredit-Nomisma Wine Monitor 2025 rileva inoltre che il 98% degli enoturisti intende ripetere almeno un’esperienza di viaggio legata al vino nei successivi due o tre anni, mentre l’85% indica l’Italia come destinazione preferita per future esperienze.
Cosa cercano gli enoturisti americani
Sul rapporto tra Stati Uniti e turismo del vino interviene anche il rapporto “Il mercato USA e l’enoturismo”, realizzato dall’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico per Vinitaly Tourism attraverso un’indagine CAWI su 750 turisti statunitensi.
Il 79% degli intervistati riconosce nell’Italia una destinazione capace di offrire esperienze enogastronomiche autentiche. Il 47% considera inoltre desiderabile un viaggio nel nostro Paese con almeno un’esperienza enoturistica nei successivi 24 mesi.
Per il 66% del campione, l’integrazione tra esperienze enologiche, città storiche e siti culturali aumenta l’attrattività dell’Italia.
Tra le regioni prese in considerazione dai potenziali enoturisti americani emergono Sicilia (82%), Toscana (81%) e Piemonte (56%). Tra le altre destinazioni e territori del vino figurano la Costiera Amalfitana (67%), l’area del Prosecco (60%), Chianti (59%), Etna (58%), Montalcino (56%), Cinque Terre e Montepulciano (55%), Franciacorta (54%), Langhe/Barolo (53%) e Valpolicella (52%).
Da SOL Expo a wine2wine
Nel programma del 26 e 27 ottobre sono previste anche iniziative firmate SOL Expo, dedicate alla valorizzazione dell’olio EVO italiano e al presidio del canale Horeca, insieme a Vinitaly Tourism, il format di Veronafiere dedicato alla promozione dell’enoturismo italiano.
Alla programmazione di Vinitaly.USA si affiancherà inoltre wine2wine Vinitaly Business Forum, che quest’anno affronterà il tema della formazione come leva di mercato e di posizionamento internazionale del vino italiano.
Le quattro aree previste sono Train the Trade, dedicata alla formazione di buyer, importatori, distributori, retailer e operatori dell’ospitalità; Sharpen the Method, focalizzata sulle competenze di degustazione e analisi sensoriale; Deepen the Expertise, dedicata a territori, vitigni autoctoni, sostenibilità e mercati internazionali; e Activate the Experience, incentrata su enoturismo, storytelling, comunicazione digitale ed esperienze rivolte ai consumatori.
Il 26 ottobre, infine, Wine Spectator annuncerà i protagonisti di Vinitaly OperaWine 2027, in programma alle Gallerie Mercatali di Verona sabato 10 aprile.
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