L’ingresso ufficiale dell’Asti Rosé nel disciplinare di produzione dell’Asti DOCG apre una nuova fase per la denominazione, recentemente eletta “Vino piemontese dell’anno 2026”. La modifica è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 23 marzo 2026 e ha preceduto l’introduzione del nuovo Asti Rosé DOCG nella gamma Toso dedicata al canale Horeca e al consumo fuori casa.
Lo spumante, sviluppato dopo un lungo studio, nasce dall’incontro tra la tradizione piemontese e le tendenze internazionali orientate verso prodotti più versatili e con un contenuto alcolico moderato. La proposta è pensata per rispondere alle richieste di un pubblico sempre più attento al consumo consapevole, alle alternative low-alcohol e alle diverse occasioni di consumo.
La composizione unisce Moscato Bianco e Brachetto, due vitigni aromatici legati al territorio piemontese. “Come da disciplinare, si tratta di un sapiente blend che unisce due vitigni aromatici simbolo del Piemonte: il Moscato Bianco e il Brachetto, che dona al vino la tipica sfumatura rosata” – dichiara Erica Enzo, enologa dell’azienda Toso – “Abbiamo scelto di avere la massima presenza di Moscato prevista dal disciplinare (90%) per mantenere intatta la firma inconfondibile dell’Asti DOCG classico. Il 10% di Brachetto non sovrasta il bouquet ma lo rifinisce con un leggero profilo floreale e fruttato, sorretto da un perlage fine e persistente. Inoltre, il residuo zuccherino più basso rispetto all’Asti Dolce, (65 g/l vs. 90 g/l) rende il nostro Asti Rosé molto più versatile, perché funziona magnificamente non solo con dessert a base di frutta o crostate, ma anche come aperitivo moderno” – sottolinea ancora Erica Enzo.
L’azienda guarda anche alla crescita internazionale del segmento degli spumanti rosati e della domanda di vini a moderata gradazione alcolica, con un’attenzione particolare ai consumatori più giovani e ai mercati esteri.
“Il segmento dei vini rosati spumanti e la richiesta di prodotti a contenuto alcolico moderato sono in costante espansione a livello globale – commenta Alessandro Toso, Responsabile Marketing di Toso – “Il nostro Asti Rosé DOCG si inserisce strategicamente in questa nicchia, puntando a presidiare i segmenti di consumatori, come la Gen-Z, e i mercati internazionali dove il binomio tra aromaticità dolce e colore rosa è fortemente attrattivo. Il nostro obiettivo con l’Asti Rosé DOCG non è solo quello di ampliare la gamma, ma di dimostrare come la tradizione secolare di Toso sappia evolversi offrendo una declinazione contemporanea, fresca e sostenibile dell’eccellenza spumantistica piemontese” – ha aggiunto Alessandro Toso.
Con questa novità, Toso amplia la propria gamma e si propone come interprete d’avanguardia del comparto spumantistico, valorizzando il patrimonio locale attraverso una chiave di lettura contemporanea.
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