venerdì, Marzo 20, 2026
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Consumi di vino in calo: cosa dicono i dati Circana sul mercato della distribuzione moderna

Nel 2025 calano volumi e valore del vino in GDO. Tengono solo gli spumanti. I dati Circana per Vinitaly 2026.

I segnali che arrivano dalla grande distribuzione organizzata confermano una tendenza che il settore vitivinicolo conosce bene: gli italiani bevono sempre meno vino, e i supermercati — principale canale di acquisto per la categoria — ne registrano puntualmente la misura. Lo studio annuale realizzato da Circana per Vinitaly 2026, anticipato in vista della tavola rotonda del 13 aprile a Verona, fotografa un 2025 in cui la contrazione si allarga e non risparmia quasi nessun segmento.

Un mercato che non riesce a invertire la rotta

Il dato complessivo parla chiaro: 737 milioni di litri tra vino e spumante venduti nel 2025 nella GDO italiana, venti milioni in meno rispetto all’anno precedente. La flessione a volume si attesta al 3,4%, mentre quella a valore si ferma al 1,1%, parzialmente attutita dall’aumento dei prezzi — il costo medio del vino a denominazione d’origine in bottiglia ha raggiunto 5,69 euro al litro, con un rialzo del 2,1%. Non è però sufficiente a compensare la perdita di consumi. «Quest’anno il mercato è tornato indietro e si registra una decrescita su tutti i fronti», ha dichiarato Virgilio Romano, Business Insight Director di Circana, sottolineando come il lieve miglioramento del 2024 si sia rivelato una parentesi, non un’inversione di tendenza.

Verso vini più ricercati, ma in quantità minori

Il comportamento dei consumatori racconta una trasformazione in atto. La preferenza va ai vini fermi rispetto ai frizzanti, e ai bianchi rispetto ai rossi — una tendenza che si consolida anno dopo anno. Il rosso fermo resta la tipologia più acquistata in assoluto, ma cede il 4,2% rispetto al 2024. Anche i vini a denominazione d’origine in bottiglia, che l’anno scorso avevano mostrato un timido segnale positivo, tornano in negativo con un calo del 2,6%. A tenere sono invece i segmenti più identitari e di qualità percepita elevata: il Metodo Classico cresce del 6,3%, il Grecanico siciliano del 13,7% a volume, il Nebbiolo del 9,7%. Segnali che indicano una polarizzazione del consumo: meno acquisti complessivi, ma con una maggiore selettività.

Le bollicine, un’eccezione che regge

In questo scenario, gli spumanti si confermano l’unica categoria strutturalmente in crescita. Il dato 2025 segna +1,5% a volume e +1,2% a valore, con ritmi più moderati rispetto agli anni precedenti ma con una direzione invariata. Il Prosecco rimane il motore principale del segmento, con oltre 53 milioni di litri e una crescita del 2,6%. Accanto a lui, il Metodo Classico guadagna terreno con una progressione del 6,3%, a conferma di un interesse crescente per le bollicine di qualità anche nel canale della distribuzione moderna.

Una questione strutturale per la filiera

Romano allarga la prospettiva oltre i confini nazionali: il calo dei consumi alcolici è un fenomeno che interessa tutti i principali Paesi produttori e consumatori, guidato da una sensibilità crescente verso stili di vita più salutistici. Per l’Italia, storicamente legata alla cultura del vino, l’impatto è particolarmente significativo. E la domanda che Circana pone all’intera filiera è strategica: i cali di consumo stanno correndo più velocemente della contrazione produttiva. Prima o poi, il settore dovrà decidere se e come adeguare l’offerta a una domanda che cambia forma oltre che dimensione. Il confronto tra operatori, produttori e distributori è già aperto — e Vinitaly 2026 ne sarà uno dei palcoscenici principali.

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