Vino toscano, lo studio sui bilanci mette al centro costi e investimenti

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Conoscere il costo effettivo delle produzioni, valutare la sostenibilità degli investimenti e verificare la solidità finanziaria sono aspetti sempre più importanti nella gestione delle imprese vitivinicole. La necessità di affiancare alle competenze produttive una maggiore preparazione economica è stata al centro dell’incontro “I bilanci del vino”, che ha riunito a Firenze rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e del settore.

L’appuntamento, organizzato venerdì 23 ottobre nella Sala del Gonfalone del Consiglio Regionale della Toscana, è stato promosso dall’Accademia Italiana della Vite e del Vino e dalla Delegazione Toscana dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino.

Durante i lavori sono stati presentati anche i risultati preliminari di un’analisi economica e finanziaria su 130 società vitivinicole toscane, condotta dal Centro Studi Management DiVino di Studio Impresa. Un’indagine finora mai realizzata con questa ampiezza, dalla quale emerge una sostanziale tenuta dei ricavi, accompagnata da una crescente pressione sui margini e da maggiori difficoltà per le imprese più piccole.

Quanto costa produrre vino: l’importanza del controllo di gestione

Uno degli approfondimenti dell’incontro ha riguardato gli strumenti a disposizione delle cantine per conoscere la propria situazione economica e prendere decisioni sulla base di dati verificabili.

Davide Gaeta, professore dell’Università di Verona, ha illustrato il ruolo dello stato patrimoniale e del controllo di gestione nella valutazione della solidità delle imprese. L’esame congiunto delle diverse componenti del bilancio permette di comprendere la consistenza del patrimonio netto, la struttura finanziaria e la capacità di sostenere gli investimenti nel tempo.

Particolare attenzione è stata dedicata all’analisi dei costi di produzione. Per conoscere la redditività effettiva di un vino è necessario considerare tutte le voci che concorrono alla sua realizzazione e commercializzazione, dalle attività in vigneto fino al marketing. Attraverso l’individuazione dei centri di costo è possibile calcolare il costo pieno e il margine reale di ogni prodotto.

La disponibilità di informazioni dettagliate su costi e ricavi consente inoltre di determinare il break-even point, ovvero il volume minimo di vendite necessario per raggiungere l’equilibrio economico.

Per le piccole e medie imprese del comparto, l’utilizzo di questi strumenti può contribuire a migliorare l’efficienza e la capacità di affrontare le difficoltà economiche attuali.

Anche gli istituti di credito possono accompagnare le aziende in questo percorso. Emanuele Fontana, Coordinatore Agricoltura di Crédit Agricole Italia, ha evidenziato come il sostegno del sistema bancario possa svilupparsi non soltanto attraverso i finanziamenti, ma anche mediante consulenze dirette alle imprese.

Il ruolo della cultura finanziaria nelle imprese del vino

La diffusione delle competenze economiche nel comparto vitivinicolo è stata uno dei temi richiamati da Donatella Cinelli Colombini, Delegata Toscana dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino.

«La cultura economica e finanziaria è essenziale anche per le imprese del vino, soprattutto in una fase in cui cambiano consumi, mercati e costi, con questo incontro, per il quale ringraziamo in maniera sentita la Presidente del Consiglio Regionale, Stefania Saccardi, per la sensibilità nel volerlo ospitare e supportare, abbiamo voluto offrire una chiave di lettura basata su strumenti concreti per conoscere meglio le proprie aziende, tutelarne il valore e prendere decisioni in maniera più consapevole», ha dichiarato.

Sull’importanza di una lettura approfondita dei risultati economici si è espresso anche Rosario Di Lorenzo, Presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino.

«Leggere correttamente bilanci, margini e struttura patrimoniale significa comprendere la solidità presente delle aziende e costruirne il futuro. L’Accademia promuove il confronto tra ricerca, competenze manageriali e mondo produttivo affinché il settore vitivinicolo possa affrontare il cambiamento con strumenti adeguati e una visione di lungo periodo», ha dichiarato.

Ad aprire l’incontro erano stati i saluti istituzionali di Stefania Saccardi, presidente del Consiglio Regionale della Toscana, che ha ricordato l’impegno della Regione nella promozione delle imprese e nell’internazionalizzazione del sistema produttivo.

«In una fase caratterizzata da cambiamenti nei mercati internazionali e nelle abitudini di consumo – ha detto la presidente -, è importante continuare a sostenere le nostre imprese, valorizzandone la qualità, la capacità di innovazione e la vocazione all’export. La Regione Toscana è impegnata da tempo nella promozione del sistema produttivo regionale, anche attraverso iniziative come Buy Wine e Buy Tuscany, che favoriscono l’incontro tra le aziende e gli operatori internazionali. Occasioni di confronto e approfondimento come questa sono preziose per condividere competenze, analizzare gli scenari e individuare strumenti utili ad accompagnare il settore nelle sfide future».

Cantine toscane, i risultati dell’analisi economica

A fornire un quadro della situazione finanziaria delle aziende è stato Luca Castagnetti, del Centro Studi Management DiVino di Studio Impresa, che ha presentato l’anteprima dello studio sui bilanci delle 130 società vitivinicole considerate.

Nel 2025 il campione ha raggiunto 1,431 miliardi di euro di ricavi complessivi, registrando una lieve diminuzione dello 0,2% rispetto all’anno precedente. Il confronto con il 2023 mostra invece una crescita del 2,2%.

La relativa stabilità del fatturato non si traduce però in un andamento altrettanto favorevole della redditività. Il margine EBITDA è infatti diminuito per circa il 63% delle imprese analizzate.

Le situazioni aziendali risultano comunque differenti. Delle 130 società esaminate, 64 hanno incrementato il fatturato e 28 di queste hanno registrato anche un miglioramento del margine.

Nell’interpretazione dei risultati occorre considerare il difficile contesto internazionale, che sta penalizzando in particolare i vini rossi, ai quali è legata la maggior parte della produzione vitivinicola della Toscana. I dati sui margini devono quindi essere letti tenendo conto delle difficoltà che interessano il mercato.

«Per affrontare la selezione tra le cantine servono numeri chiari e decisioni tempestive: prima la continuità finanziaria, poi una strategia su mercati, investimenti e creazione di valore», ha indicato Castagnetti.

L’analisi presentata a Firenze costituisce una prima fase del lavoro del Centro Studi. Il campione, ancora incompleto, sarà successivamente ampliato con l’obiettivo di approfondire le dinamiche economiche e finanziarie del settore vitivinicolo anche a livello nazionale.

Il confronto si è svolto in una fase caratterizzata da trasformazioni dei mercati, tensioni geopolitiche ed effetti del cambiamento climatico. Le difficoltà emerse confermano l’importanza di integrare la qualità produttiva con una gestione più attenta della liquidità, del patrimonio, dei costi e dei margini, senza trascurare la valutazione dei mercati e delle scelte di investimento.

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