HomeAziendeSei etichette d'autore per raccontare il territorio trentino attraverso la linea Ritratti

Sei etichette d’autore per raccontare il territorio trentino attraverso la linea Ritratti

Dalla zonazione ai vini di montagna, il modello trentino che unisce ricerca agronomica, cooperazione e posizionamento nel fuori casa.

Tra le colline che degradano verso l’Avisio e i terrazzamenti della Val di Cembra, La-Vis e Cembra Cantina di Montagna costruiscono da anni un racconto enologico fondato su un principio tanto semplice quanto raro da realizzare davvero: far parlare il suolo attraverso il vitigno giusto, nel punto esatto in cui rende meglio.

IL PROGETTO RITRATTI

È da qui che nasce Ritratti, la linea che La-Vis ha da poco rilanciato e che oggi conta sei referenze: Sauvignon, Chardonnay, Gewürztraminer, Cabernet Sauvignon, Lagrein e Pinot Nero. Non una semplice selezione top di gamma, ma la traduzione in bottiglia di decenni di studio sui suoli.

A rendere il progetto riconoscibile a colpo d’occhio è il lavoro sulle etichette, firmate da Margherita Paoletti dopo un percorso di visita ai vigneti delle Colline Avisiane. Sei opere che non descrivono il vino in termini tecnici, ma gli affiancano un immaginario parallelo, fatto di figure femminili e suggestioni naturali: “Salvia fredda” per il Sauvignon, “Dorata” per lo Chardonnay, “Aria d’estate” per il Gewürztraminer, “Nebbia sospesa” per il Pinot Nero, “Alba e rugiada” per il Cabernet Sauvignon, “Viola umana” per il Lagrein. La bottiglia bordolese scelta per il packaging richiama volutamente quella storica della linea, nata nel 1988, riletta oggi in chiave contemporanea.

LA ZONAZIONE COME METODO

Dietro l’operazione comunicativa c’è un lavoro agronomico partito già negli anni Ottanta, quando La-Vis ha iniziato a mappare in modo sistematico i rapporti tra suolo, microclima, altitudine ed esposizione. Ne è nata una Carta dei suoli che tuttora orienta le scelte di soci, agronomi ed enologi: quali cultivar impiantare, come calibrare le rese, come leggere gli effetti del cambiamento climatico su ogni singola particella.

I vigneti si sviluppano tra i 250 e i 550 metri di altitudine, in un’area dove l’Ora del Garda addolcisce il clima subalpino, garantendo escursioni termiche marcate e una ventilazione costante che rallenta le maturazioni e preserva acidità e aromi.

I VITIGNI E LE LORO ESPRESSIONI

La produzione guarda soprattutto alla bacca bianca: Chardonnay, Sauvignon, Pinot Grigio, Müller Thurgau, Riesling, Gewürztraminer e Nosiola trovano nell’altitudine e nelle notti fresche le condizioni per vini verticali, freschi e aromaticamente definiti. La componente del suolo fa il resto: le zone calcaree spingono su tensione e finezza, quelle di matrice vulcanica e minerale accentuano sapidità e persistenza.

Sul fronte rosso, Lagrein, Teroldego, Pinot Nero e Cabernet Sauvignon vengono condotti verso un profilo meno muscolare e più equilibrato, con tannini misurati e maturazioni regolari — un’impronta che li rende naturalmente versatili a tavola.

UN MODELLO REPLICABILE

Il valore del sistema La-Vis-Cembra sta proprio nella coerenza tra ricerca agronomica e identità in bottiglia: ogni referenza della gamma Ritratti mantiene un codice visivo distinto, ma resta parte riconoscibile della stessa famiglia — un equilibrio tra unità di progetto e varietà espressiva che pochi territori riescono a sostenere su questa scala.

Leggi la notizia anche su Horecanews.it

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