Il Parlamento europeo ha approvato martedì 10 febbraio a Strasburgo il nuovo Pacchetto Vino con 625 voti favorevoli, sancendo uno degli interventi più significativi degli ultimi anni per sostenere la viticoltura continentale di fronte alle sfide climatiche, al calo dei consumi e alle oscillazioni dei mercati internazionali.
Il provvedimento, frutto dell’accordo politico siglato a dicembre con il Consiglio dell’Unione europea, interviene su diversi ambiti strategici: dalla gestione delle eccedenze produttive alla resilienza delle aziende, dalla semplificazione burocratica alle attività promozionali, fino alle regole per l’etichettatura. L’efficacia giuridica del testo è subordinata all’adozione formale da parte del Consiglio UE e alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale.
Gestione delle crisi e strumenti di riequilibrio dell’offerta
Tra le novità di maggior impatto figura il potenziamento degli aiuti in situazioni di emergenza. I produttori colpiti da calamità naturali, fenomeni meteorologici avversi o patologie vegetali potranno accedere a finanziamenti europei che coprono fino all’80% delle spese ammissibili.
Il pacchetto prevede inoltre la possibilità di destinare fondi comunitari a programmi di estirpazione permanente dei vigneti, strumento pensato per correggere gli squilibri strutturali tra domanda e offerta. Per le operazioni di distillazione del vino e vendemmia verde, ogni Stato membro potrà utilizzare fino al 25% delle risorse nazionali disponibili.
Nuove regole per i vini dealcolati e a basso contenuto alcolico
Sul versante dell’etichettatura, il testo stabilisce criteri più stringenti per definire i prodotti dealcolati. La denominazione “analcolico” con la dicitura “0,0%” sarà riservata esclusivamente alle bevande con titolo alcolometrico non superiore allo 0,05% vol.
Per i vini con gradazione alcolica ridotta di almeno il 30% rispetto agli standard della categoria, ma superiore alla soglia dello 0,05% vol., sarà obbligatorio utilizzare la dicitura “a ridotto contenuto alcolico”. L’obiettivo è garantire maggiore trasparenza verso i consumatori e armonizzare la normativa a livello continentale.
Sostegno alla promozione internazionale e all’enoturismo
Il provvedimento rafforza anche le politiche di valorizzazione commerciale e territoriale del vino. Per le iniziative promozionali rivolte ai mercati extra-UE, è previsto un cofinanziamento europeo fino al 60% delle spese ammissibili, con possibilità per gli Stati di aggiungere contributi nazionali fino al 30% per le PMI e al 20% per le imprese di maggiore dimensione.
I progetti avranno una durata iniziale di tre anni, prolungabile fino a due volte consecutive per un arco temporale massimo di nove anni. Le attività finanziabili spaziano dalle campagne comunicative agli eventi fieristici, dalle mostre alle analisi di mercato settoriali.
Uno strumento di transizione per il comparto vitivinicolo
Nel suo insieme, il Pacchetto Vino rappresenta una risposta articolata alle trasformazioni in corso nel settore vitivinicolo europeo. L’efficacia concreta delle misure dipenderà dalla capacità degli Stati membri e delle organizzazioni di filiera di renderle operative in modo rapido, accessibile e calibrato sulle specificità produttive e territoriali, senza penalizzare le realtà aziendali di piccole e medie dimensioni.
Foto di Marco: https://www.pexels.com/it-it/foto/bandiere-amministrazione-pali-della-bandiera-commissione-europea-13153479/
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