Italian Wine Brands punta sui marchi proprietari e sullo sviluppo commerciale in Italia per affrontare una fase di debolezza della domanda internazionale. Nel primo semestre 2026, la crescita dei Top Brands si accompagna alla contrazione dei ricavi complessivi, mentre il gruppo amplia le iniziative nella grande distribuzione e affida a Voga lo sviluppo del proprio posizionamento nell’Horeca italiano.
Nato nel 2015 e primo gruppo vinicolo italiano a quotarsi in Borsa, IWB conta oltre 70 marchi in portafoglio e una presenza commerciale in più di 90 Paesi. I risultati dei primi sei mesi mostrano andamenti diversi per marchi, canali e mercati, in un contesto che la società descrive come caratterizzato da consumi globali deboli, scorte elevate in alcuni Paesi, tensioni geopolitiche e incertezza sul commercio internazionale.
I Top Brands crescono in volumi e valore
La componente più dinamica del portafoglio è quella dei Top Brands, i marchi sui quali il gruppo concentra la propria strategia di valorizzazione. Nel semestre le vendite sono aumentate dell’8,6% a volume e del 6,6% a valore, mentre il margine diretto è salito dal 49,6% al 50,3%.
Grande Alberone, Raphael Dal Bo, con riferimento al mercato svizzero, e Voga si confermano i marchi di riferimento. Il loro contributo economico emerge anche dal confronto fra vendite e marginalità: secondo la presentazione del gruppo, i Top Brands rappresentano circa il 19% dei ricavi B2B e generano il 31% dei margini dello stesso segmento.
La valorizzazione dei marchi proprietari resta quindi una delle priorità di IWB, insieme alla scelta dei mercati nei quali concentrare lo sviluppo.
Ricavi a 175,3 milioni nel primo semestre
La crescita dei Top Brands si inserisce in un bilancio semestrale che registra ricavi delle vendite per 175,3 milioni di euro, in diminuzione del 5,3% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il margine operativo lordo adjusted, rettificato per escludere alcune componenti non ricorrenti, è passato da 21,9 a 19,1 milioni di euro, con una flessione del 12,8%. Il risultato netto è sceso a 7,9 milioni.
L’indebitamento finanziario netto si è attestato a 81,8 milioni di euro, con una riduzione di 8,7 milioni rispetto a giugno 2025. Il miglioramento riguarda dunque il confronto con la stessa data dell’anno precedente.
Mercati esteri, risultati diversi anche per canale
La lettura dei risultati internazionali richiede di distinguere i singoli canali di vendita. Nel wholesale, IWB ha registrato una crescita dei ricavi del 21,6% in Francia e del 28,7% in Ungheria, mentre Canada e Paesi Bassi hanno segnato rispettivamente un incremento del 9,3% e del 9%.
Nella panoramica geografica presentata dal gruppo figura inoltre una crescita del 15% in Sud America. In Francia e nei Paesi Bassi, IWB sottolinea in particolare il contributo del Prosecco.
Germania, Stati Uniti e Polonia hanno invece registrato una contrazione dei ricavi complessivi. Queste differenze spiegano il rilievo attribuito alla diversificazione geografica, che consente di distribuire il rischio commerciale e adattare l’offerta alle caratteristiche della domanda nei diversi Paesi.
Voga e Le Forconate nello sviluppo italiano
Sul mercato nazionale, la strategia si articola su più canali. Voga, già presente nell’Horeca di Regno Unito e Stati Uniti, è il marchio scelto per guidare lo sviluppo del posizionamento di IWB nel fuori casa italiano.
Per la grande distribuzione, il gruppo ha definito un listino dedicato e concluso i primi accordi con le catene distributive. Prosegue inoltre il progetto Tenuta Le Forconate, arrivato sul mercato italiano nel 2026 con un posizionamento premium e super premium.
Lo sviluppo in Italia coinvolge quindi marchi e proposte destinati a differenti fasce di prezzo, canali e occasioni di consumo. In un semestre di contrazione delle vendite complessive, IWB indica nella valorizzazione del portafoglio e nel presidio dei mercati a maggiore potenziale le priorità della propria strategia.
