Sono 540 i vini che conquistano i Tre Bicchieri nella guida Vini d’Italia 2027 del Gambero Rosso, giunta alla quarantesima edizione. La nuova pubblicazione prende in esame 2.614 produttori e oltre 23.000 vini, raccontando un settore in cui convivono aziende storiche, nuove generazioni di vignaioli e realtà artigiane. A distinguersi tra i tredici Premi Speciali è Tommasi Family Estates, nominata Cantina dell’anno, mentre ad Antinori e Josko Gravner vengono assegnati due riconoscimenti legati al quarantennale della guida.
L’edizione 2027 dedica particolare attenzione anche al rapporto tra qualità e prezzo e alla sostenibilità delle produzioni. Tra le etichette premiate, 50 sono acquistabili in enoteca a meno di 15 euro, cinque delle quali sotto i 10 euro. Sono invece 194 i Tre Bicchieri Verdi, riconoscimento riservato ai vini di cantine che seguono i criteri della viticoltura biologica o biodinamica certificata.
Toscana e Piemonte guidano la classifica dei Tre Bicchieri
La distribuzione territoriale dei riconoscimenti vede la Toscana al primo posto con 100 Tre Bicchieri, seguita dal Piemonte con 82 e dal Veneto con 49. Il Trentino-Alto Adige ne ottiene 40, la Lombardia 37 e la Sicilia 30. Seguono Friuli-Venezia Giulia (28), Puglia (26), Marche (24) e Campania (21).
Abruzzo, Sardegna e Umbria raccolgono 18 Tre Bicchieri ciascuna, mentre l’Emilia-Romagna ne conquista 15, il Lazio 11, la Liguria 7, la Calabria 6, la Valle d’Aosta 5, la Basilicata 4 e il Molise 1.
Al di là dei numeri, il quadro tracciato dalla guida evidenzia l’evoluzione delle produzioni regionali. In Piemonte, accanto ai grandi Nebbioli, acquistano rilievo l’Alta Langa e i vini bianchi, dal Timorasso al Gavi, mentre la Barbera viene interpretata attraverso espressioni caratterizzate da maggiore freschezza e scorrevolezza.
In Toscana cresce il lavoro di valorizzazione delle differenze tra aree, versanti e singoli vigneti, con particolare attenzione alle molteplici interpretazioni del Sangiovese e delle denominazioni. Si rafforza inoltre l’interesse per i bianchi e per i rossi della costa, apprezzati per la loro fragranza.

Dai vini dell’anno ai riconoscimenti per le cantine
Tra i Premi Speciali della guida, il Montepulciano d’Abruzzo Marina Cvetic S. Martino Rosso Riserva 2022 di Masciarelli viene scelto come Rosso dell’anno, mentre l’Etna Bianco Arrigo 2023 di Alta Mora ottiene il titolo di Bianco dell’anno.
Il riconoscimento Bollicine dell’anno va al Franciacorta Non Dosato 33 Riserva 2018 di Ferghettina. Il Lambrusco di Sorbara Leclisse 2025 di Paltrinieri conquista il premio Rosato dell’anno e il Collio Picolit 2020 di Pighin quello di Vino da meditazione dell’anno. Il Miglior acquisto dell’anno è invece il Chianti Classico Sacello 2023 di Arillo in Terrabianca.
Sul fronte delle aziende, oltre al premio Cantina dell’anno attribuito a Tommasi Family Estates, la guida riconosce Cantina Kurtatsch come Cantina cooperativa dell’anno e Saraja come Cantina emergente. Quest’ultima è una realtà nata in Gallura, il cui progetto si sta ampliando verso altri territori della Sardegna.
I titoli dedicati ai protagonisti della viticoltura vanno a Francesca e Davide Bonzano di Castello di Uviglie, Giovani produttori dell’anno, e a Davide e Riccardo Sobrino di Cascina delle Rose, a Barbaresco (CN), nominati Vignaioli dell’anno.
Il riconoscimento per la Vitivinicoltura Sostenibile viene assegnato a Benvenuto, a Francavilla Angitola (VV), mentre Cascina Clarabella, cooperativa sociale della Franciacorta impegnata nell’inserimento lavorativo di persone con disturbi psichiatrici, riceve il premio Progetto solidale.
Il quarantennale della guida tra memoria e nuove prospettive
La nuova edizione, curata da Giuseppe Carrus e Marco Sabellico, con William Pregentelli vice curatore, ripercorre quarant’anni di trasformazioni della vitivinicoltura italiana. La prima guida, pubblicata nel 1988, recensiva 500 produttori e 1.500 vini. Il lavoro di selezione si fonda ancora oggi su degustazioni alla cieca, articolate in più fasi di assaggio e sul confronto tra le commissioni.
«La prima edizione raccontava 500 produttori e 1.500 vini: oggi le aziende sono 2.614 e le etichette oltre 23.000. È cresciuto il nostro lavoro, ma soprattutto è cresciuta la qualità del vino italiano. La guida vuole restituirne la complessità, dalle cantine storiche ai nuovi vignaioli, dai grandi vini da invecchiamento alle bottiglie accessibili. E vogliamo rendere questo patrimonio di assaggi sempre più facile da consultare, mettendo i nuovi strumenti digitali al servizio della conoscenza», commentano i curatori Giuseppe Carrus e Marco Sabellico.
Per l’anniversario trova spazio anche una sezione dedicata alle Icone del vino italiano, che riunisce dieci cantine e un vignaiolo protagonisti dell’evoluzione del settore e della storia della pubblicazione.
Antinori riceve il riconoscimento di Cantina dei 40 anni, mentre Josko Gravner viene nominato Vignaiolo dei 40 anni. Il volume recupera inoltre l’elenco dei Tre Bicchieri della prima edizione, offrendo un confronto tra le produzioni premiate allora e il panorama attuale.
«Chi eravamo e chi saremo. Abbiamo colto l’occasione di questo anniversario per rendere omaggio alle cantine che hanno costruito il gusto e l’identità del vino italiano, ma soprattutto per guardare avanti con l’ottimismo e la gioia che appartengono a questo mondo. Il vino è prima di tutto fiducia, pazienza, attesa di una vendemmia migliore, al di là delle grandinate e delle crisi dei consumi. Ed è anche un invito al viaggio, alla scoperta. Il lancio di Gambero AI mette quarant’anni di esperienza al servizio di persone sempre in movimento. Continuiamo a portare i migliori vini italiani nel mondo e, allo stesso tempo, avviciniamo sempre più appassionati, italiani e internazionali, alle nostre cantine», dichiara Lorenzo Ruggeri, direttore responsabile del Gambero Rosso.
Vini Rari e nuove modalità di consultazione
Un ulteriore spazio della pubblicazione è riservato ai 50 Vini Rari, una selezione di etichette considerate qualitativamente paragonabili ai migliori Tre Bicchieri, individuate anche per l’unicità dei progetti produttivi. La raccolta comprende vini ottenuti dal recupero di vitigni, da vigne storiche e da produzioni limitate, con un’attenzione specifica alla biodiversità dei territori e al lavoro artigiano.
La selezione viene proposta come una carta dei vini che attraversa le diverse regioni italiane, dando visibilità a produzioni e interpretazioni meno diffuse.
Il quarantennale coincide infine con un’evoluzione della consultazione digitale. Attraverso Gambero AI e un formato interrogabile e navigabile, la guida rende accessibile un patrimonio storico di oltre un milione e mezzo di valutazioni, affiancando ai contenuti editoriali nuovi strumenti di ricerca e approfondimento.