La viticoltura campana, con oltre 400 tipologie di vini selezionati di circa 150 aziende, è stata tra le protagoniste della giornata conclusiva dell’ottava edizione di Eruzioni del Gusto, ospitata alla Reggia di Portici. La manifestazione, promossa dall’associazione culturale ORONERO – Dalle Scritture del Fuoco, ha riunito produttori, consorzi e operatori del settore attorno ai temi dell’enogastronomia e dell’enoturismo dei territori vulcanici della Campania e delle altre aree italiane.
A precedere la degustazione finale è stata la presentazione dell’undicesima edizione della Guida delle aziende vitivinicole e vinicole e dell’enoturismo della Campania, realizzata dalla Regione Campania in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier – sezione Campania, che ha curato anche la degustazione.
La pubblicazione offre una panoramica delle realtà produttive e dei territori del vino campano, da Terra di Lavoro al Vesuvio, dai Campi Flegrei a Ischia, attraversando Irpinia, Sannio, Cilento, Costa d’Amalfi e Penisola Sorrentina.
Viticoltura a piede franco ed enoturismo tra i temi del confronto
Accanto alle degustazioni, il programma ha dedicato spazio all’approfondimento delle caratteristiche della viticoltura e alle opportunità di sviluppo dell’accoglienza nei territori del vino.
Tra gli appuntamenti, la Conferenza nazionale sulla viticoltura a piede franco, curata da Gaetano Cataldo dell’Associazione Identità Mediterranea, e l’incontro “Promozione delle aree interne: nuovi operatori e nuove idee per un enoturismo di qualità”, moderato da Luciano D’Aponte, esperto di promozione vitivinicola ed enoturistica.
Il confronto sull’enoturismo è stato seguito dalla consegna degli attestati di partecipazione ai corsi per operatore enoturistico organizzati dalla Regione Campania.
La componente espositiva ha visto la partecipazione dei Consorzi di Tutela dei Vini della Campania e di altre regioni, insieme al Consorzio Etna DOC, in rappresentanza della viticoltura del territorio vulcanico siciliano. Presente anche la Regione Toscana attraverso Toscana Promozione Turistica e Vetrina Toscana, oltre ad altre realtà regionali.
La Cozza Campana avvia il percorso verso il riconoscimento IGP
Uno degli appuntamenti della manifestazione è stato dedicato alla valorizzazione della Cozza Campana, protagonista del primo panel test ufficiale nell’ambito del percorso per il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta. L’iniziativa è stata curata dalla Regione Campania attraverso il programma FEAMPA.
Vincenzo Peretti, professore ordinario di Genetica Veterinaria del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università di Napoli Federico II, ha illustrato lo stato dell’iter:
“Il riconoscimento è in itinere – ha dichiarato Vincenzo Peretti professore ordinario di Genetica Veterinaria del dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università di Napoli Federico II – e stiamo lavorando affinché la Regione Campania, che ha già dato il suo ok, possa farci procedere verso il Ministero. I prossimi passi saranno completare la documentazione, in parte già presentata, al MASAF. Sarà un processo lungo che richiederà qualche anno, ma puntiamo alla formazione e all’informazione: crediamo che informare e formare le persone sia il primo passo di qualsiasi indicazione geografica protetta o denominazione che vogliamo ottenere, ecco perché oggi abbiamo svolto qui il primo panel test”.
Sul coinvolgimento della filiera produttiva è intervenuto Raffaele Schiavone, presidente del Consorzio Produzione Molluschi Regione Campania OP:
“Questa è un’opportunità per spiegare a tutti quello che stiamo facendo. In Campania abbiamo due organizzazioni di produttori per i mitili, e rappresentiamo più dell’80% della produzione di cozze in Regione. Questa è un’opportunità per presentare a tutti un percorso che noi abbiamo avviato, che è il percorso verso l’IGP. Stiamo cercando di ottenere un riconoscimento dal Ministero per il tipo di lavorazione che noi facciamo con le cozze, per le procedure che seguiamo. Questo processo è stato avviato e speriamo di portarlo a termine quanto prima”.
Fabio Postiglione, presidente dell’Organizzazione Produttori Mytilus Campaniae, ha invece richiamato il legame storico tra il prodotto e il territorio:
“Noi siamo qui oggi per parlare della cozza che è uno degli alimenti distintivi della Campania, nel senso che fa parte della alimentazione ordinaria di questa Regione, ma lo è da sempre: è possibile rintracciare non solo la presenza e il consumo di cozze già dall’VIII secolo avanti Cristo, ma addirittura ci sono ricettari che hanno anche secoli, che parlano della cozza. Oltretutto il re Borbone era famosissimo per questo”.
Riguardo alle prospettive del riconoscimento, ha aggiunto:
“Noi speriamo di arrivarci. È un processo lungo, ovviamente, difficoltoso, che però dovrebbe arrivare, speriamo, a buon fine. Chiaramente c’è un grosso lavoro da fare, ma crediamo che la nostra storia e la soprattutto le caratteristiche del prodotto campano, la cozza campana, possano arrivare a questo riconoscimento”.
La Regione Campania ha partecipato attraverso l’assessorato al Mare e Acquacoltura, con il programma FEAMPA Campania, Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura, gestito con il supporto di Sviluppo Campania spa, e attraverso l’assessorato all’Agricoltura.
Vini vulcanici e cucina del territorio negli show cooking
Gli abbinamenti tra vino e gastronomia hanno accompagnato la giornata finale della Borsa Internazionale dell’Enoturismo, con degustazioni e dimostrazioni culinarie dedicate alle produzioni regionali e ad alcuni ingredienti della tradizione norvegese.
Tra le preparazioni proposte, una pizza con scarola napoletana riccia, condita con olio, sale e pepe, e baccalà delle Isole Lofoten cotto a bassa temperatura. Il piatto, illustrato dalla produttrice norvegese Katharina Mossen, è stato abbinato a un vino bianco della Campania.
Nel Cortile dell’Orto botanico si sono alternati show cooking e degustazioni di stoccafisso, baccalà e salmone in abbinamento ai vini vulcanici, insieme alla pizza napoletana 100% campana e alle preparazioni a base di tonno rosso.
Il programma gastronomico ha compreso anche pasta mista con fagioli di Controne, salvia, limone e bottarga di tonno rosso, pasta e fagioli con cozze e pomodorino del piennolo e spaghetti con le cozze.
Tra i piatti presentati, la Pasta di Gragnano IGP con totano e patate su zuppetta di broccolo napoletano e polvere di basilico, preparata dallo chef Giuseppe Sorrentino, presidente dei cuochi napoletani, insieme allo chef Antonio Esposito.
Sicurezza alimentare e informazione scientifica
La giornata conclusiva si è aperta con il corso di formazione per giornalisti “Informazione, sostenibilità e sicurezza alimentare”, organizzato con l’Ordine dei Giornalisti.
Durante l’incontro, promosso dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (IZSM), è stato lanciato un patto di collaborazione tra mondo scientifico e giornalisti per favorire la diffusione di informazioni rigorose e contrastare notizie false o errate.
Il direttore generale dell’istituto, Giuseppe Iovane, ha sottolineato la necessità di “un supporto giornalistico corretto e un’informazione scientifica altrettanto corretta”, evidenziando le conseguenze negative che una cattiva gestione delle notizie può avere sui cittadini.
Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, ha espresso apprezzamento per l’accordo e per il livello del confronto, auspicando che l’iniziativa possa costituire un riferimento anche a livello nazionale.
Le produzioni agroalimentari e i partner della manifestazione
Accanto ai produttori vitivinicoli, gli spazi espositivi della Reggia di Portici hanno ospitato i consorzi del Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP, Provolone del Monaco DOP, Colatura di Alici di Cetara DOP e Pasta di Gragnano IGP, oltre agli oli della Campania e all’Associazione Pizzaiuoli Napoletani (APN).
Le sale della Reggia sono state allestite con fiori provenienti dal settore florovivaistico regionale.
La manifestazione, patrocinata e sostenuta dalla Regione Campania, si è svolta per il secondo anno consecutivo alla Reggia di Portici, sede del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e del MUSA – Musei di Scienze Agrarie.
Tra gli enti patrocinatori figurano i Ministeri dell’Agricoltura (MASAF) e del Turismo, il Comune di Napoli, la Città Metropolitana di Napoli, ENIT, l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, i Comuni di Portici, Ercolano e Pompei, la Camera di Commercio Irpinia e Sannio, il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, il MUSA, l’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, AIS Campania, ENEA, Slow Food Campania, l’Ordine Tecnologi Campania e Lazio, l’Ordine dei Giornalisti, AMIRA, la Fondazione Dohrn e l’Ordine dei Dottori Agronomi Napoli.
