HomeEventi e FiereFalstaff Sparkling Party 2026: a Napoli oltre 120 etichette e tre masterclass

Falstaff Sparkling Party 2026: a Napoli oltre 120 etichette e tre masterclass

Il Chiostro San Francesco ha ospitato degustazioni e approfondimenti su Alta Langa, Champagne Boizel e Ca’ del Bosco, con oltre 300 presenze.

Oltre 300 partecipanti, quasi 40 cantine e più di 120 etichette in degustazione. Sono i numeri della prima edizione italiana del Falstaff Sparkling Party, che il 6 ottobre 2026 ha riunito al Chiostro San Francesco di Napoli produttori, professionisti e appassionati del mondo degli spumanti. Un appuntamento dedicato alle diverse interpretazioni delle bollicine, con tre masterclass che hanno registrato il tutto esaurito.

La manifestazione, organizzata da Falstaff Italia, ha proposto un percorso attraverso territori, denominazioni e tecniche di produzione differenti. Accanto alle principali espressioni italiane del Metodo Classico, spazio anche allo Champagne, con approfondimenti dedicati all’evoluzione dei vini, alle scelte produttive e alle prospettive del settore.

Alta Langa, Boizel e Ca’ del Bosco: tre prospettive sul Metodo Classico

Il programma degli incontri, moderati da Simon Staffler, ha messo a confronto tre realtà accomunate dall’utilizzo del Metodo Classico, ma caratterizzate da storie e approcci differenti.

Ad aprire le masterclass è stata l’Alta Langa DOCG, con la partecipazione di Giovanni Minetti, presidente del Consorzio di tutela, e del direttore Paolo Rossino. L’incontro ha ricostruito il percorso della denominazione piemontese, sviluppatasi a partire da un progetto avviato negli anni Novanta.

Al centro dell’approfondimento le caratteristiche che ne definiscono l’identità produttiva: Pinot Nero e Chardonnay, utilizzo del Metodo Classico, obbligo del millesimo e coltivazione in aree collinari. La discussione ha riguardato anche lo sviluppo registrato negli ultimi anni e le prospettive della denominazione, comprese le modifiche al disciplinare sulle quali il Consorzio sta lavorando.

Con Maison Boizel, lo sguardo si è spostato sulla longevità dello Champagne. Florent Roques-Boizel, rappresentante della sesta generazione della famiglia alla guida della Maison fondata nel 1834, ha condotto insieme a Matteo Allegrini di Allegrini Wines una degustazione verticale attraverso diverse vendemmie, dalla 2018 fino alla 1989.

L’assaggio ha consentito di osservare l’evoluzione dei vini nel tempo e la continuità dello stile produttivo. Tra gli argomenti affrontati anche le conseguenze del cambiamento climatico sulla viticoltura della Champagne, con particolare attenzione all’anticipo delle vendemmie e al rapporto tra maturazione delle uve e acidità.

Il terzo approfondimento ha avuto come protagonista Ca’ del Bosco e il suo direttore commerciale Luca Cinacchi. In questo caso, il confronto si è concentrato sull’organizzazione dei processi produttivi e sul rapporto tra intervento umano e tecnologia.

Dalla raccolta manuale alla conoscenza delle singole parcelle, dalla selezione delle uve all’automazione, l’esperienza dell’azienda franciacortina ha mostrato come ricerca tecnologica e lavorazioni tradizionali possano integrarsi. Le soluzioni automatizzate permettono di intervenire su alcune fasi operative, lasciando alle persone le attività di valutazione e selezione.

Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema della coltivazione biologica, considerata dall’azienda un percorso che richiede ricerca, sperimentazione e adattamento delle pratiche agronomiche ed enologiche, senza costituire di per sé una garanzia di maggiore qualità.

La cena al Veritas e il confronto tra annate

Gli approfondimenti del 6 ottobre erano stati preceduti, la sera del 5 ottobre, da una cena riservata alla stampa presso il ristorante stellato Veritas di Napoli.

Il menu dello chef Marco Caputi è stato accompagnato da una selezione di Champagne e Metodo Classico italiani, con bottiglie provenienti anche dalle collezioni personali di Othmar Kiem e Simon Staffler.

La degustazione ha riunito vini di Alta Langa, Alto Adige, Oltrepò Pavese, Franciacorta, Trento DOC e Champagne, proponendo un confronto tra differenti annate, dosaggi e periodi di affinamento.

Accanto alle produzioni più recenti sono stati serviti millesimi del 2010, 2012, 2014, 2015 e 2016. Un percorso che ha permesso di approfondire il tema dell’evoluzione in bottiglia, successivamente ripreso nelle masterclass attraverso le esperienze dei produttori.

Oltre 120 etichette e una selezione gastronomica

Accanto alle degustazioni guidate, lo Sparkling Party ha ospitato i banchi d’assaggio delle aziende partecipanti, offrendo al pubblico la possibilità di conoscere le diverse espressioni della spumantistica e confrontarsi direttamente con i produttori.

Il programma ha previsto anche una proposta gastronomica con Armatore, Casa Iuorio, Flamigni 1930, I Bibanesi e Salvatore Salvo, che ha preparato la sua pizza Margherita a portafoglio. Il servizio dei vini è stato curato da AIS Campania.

Falstaff Italia prosegue il calendario degli eventi

La tappa di Napoli si inserisce nel percorso di sviluppo di Falstaff Italia, realtà costituita nel 2024 dalla collaborazione tra Falstaff International e Wineline di Othmar Kiem e Simon Staffler.

Il calendario italiano degli appuntamenti era stato inaugurato a giugno con il White Wine Party di Roma, mentre il 28 settembre a Milano era stata presentata la prima Falstaff Restaurant Guide Italia 2027, dedicata a oltre 3.000 indirizzi tra ristoranti, trattorie e pizzerie distribuiti nelle venti regioni italiane.

Lo Sparkling Party ha segnato dunque una nuova tappa dell’attività di Falstaff sul territorio nazionale, questa volta con un focus specifico sulla spumantistica.

Per Napoli è già prevista una seconda edizione: al termine dell’evento, Simon Staffler ha confermato il ritorno dello Sparkling Party nel 2027.

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