OIV, 16 risoluzioni su biodiversità, pratiche di cantina e origine del vino

L’OIV approva 16 risoluzioni su tutela dei vecchi vigneti, nuove tecniche di cantina e controlli sull’origine dei vini. Le decisioni dell’assemblea in Cina.

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L’Organizzazione internazionale della vite e del vino (OIV) ha approvato 16 nuove risoluzioni che interessano diversi ambiti della filiera vitivinicola, dalla conservazione del patrimonio genetico della vite all’innovazione enologica, fino ai metodi di analisi per verificare la provenienza dei vini.

Le decisioni sono state adottate il 16 ottobre 2026 a Yinchuan, in Cina, durante la 24ª Assemblea generale dell’organizzazione, svoltasi nell’ambito del 47º Congresso mondiale della vite e del vino, ospitato per la prima volta in Asia.

I provvedimenti intervengono su questioni rilevanti per il futuro del settore, con l’obiettivo di aggiornare i riferimenti scientifici e tecnici condivisi a livello internazionale. Particolare attenzione viene riservata alla salvaguardia della biodiversità, all’evoluzione dei processi produttivi e all’affidabilità dei sistemi di controllo.

Vecchi vigneti e biodiversità: la tutela delle risorse genetiche

Una delle risoluzioni riguarda la conservazione della diversità genetica della vite, con particolare riferimento ai vecchi vigneti, che rappresentano una risorsa importante per la ricerca e la selezione varietale.

La progressiva uniformazione del materiale vegetale può infatti comportare la perdita di caratteristiche genetiche sviluppate nel corso del tempo. Preservare questa variabilità significa mantenere disponibili risorse potenzialmente utili per affrontare le conseguenze del cambiamento climatico e individuare nuove capacità di adattamento.

Il tema interessa da vicino anche l’Italia, caratterizzata da un patrimonio ampelografico particolarmente ricco e da numerosi vitigni autoctoni. La tutela della biodiversità assume quindi un valore che riguarda sia la conservazione delle produzioni tradizionali sia le prospettive della viticoltura futura.

Nuove tecnologie per la vinificazione e la stabilità dei vini

Diversi interventi approvati dall’OIV riguardano le pratiche enologiche e gli strumenti utilizzati per gestire i processi di produzione e conservazione.

Tra le novità rientra l’impiego dei campi elettrici pulsati, una tecnologia destinata alla stabilizzazione microbiologica dei mosti e dei vini. Il trattamento consente di intervenire sui microrganismi indesiderati e, in specifiche condizioni operative, può contribuire a ridurre la necessità di anidride solforosa.

Le risoluzioni comprendono inoltre aggiornamenti relativi alla stabilità proteica, alla prevenzione delle alterazioni del colore e all’impiego di alcuni coadiuvanti enologici.

Si amplia così il quadro delle soluzioni tecniche a disposizione delle aziende vitivinicole. La loro effettiva introduzione nei processi produttivi dovrà tuttavia tenere conto dei costi, delle caratteristiche degli impianti e della compatibilità con le disposizioni normative applicabili.

Origine geografica del vino: nuovi strumenti di verifica

Un altro ambito interessato dalle decisioni dell’OIV è quello dell’autenticità e della tracciabilità dei prodotti.

L’Assemblea generale ha approvato un metodo analitico basato sulla misurazione del rapporto isotopico dello stronzio, un indicatore collegato alle caratteristiche geologiche del territorio da cui provengono le uve.

La metodologia può contribuire alla verifica dell’origine geografica dei vini, affiancando gli strumenti di controllo già disponibili. Per ottenere risultati attendibili è comunque necessario disporre di adeguati riferimenti scientifici e integrare le analisi con altre tecniche di verifica.

Le possibili applicazioni riguardano soprattutto la tutela delle denominazioni di origine, la prevenzione delle frodi e il rafforzamento dei controlli sulla provenienza dichiarata dei prodotti.

Ritirate 43 risoluzioni: il ruolo degli standard OIV

Accanto ai nuovi provvedimenti, l’organizzazione ha disposto il ritiro di 43 risoluzioni considerate obsolete, superate o ridondanti. La decisione rientra nel processo di revisione del patrimonio normativo dell’OIV, finalizzato a rendere più chiari e coerenti i riferimenti internazionali del settore.

Le risoluzioni approvate non comportano però automaticamente l’introduzione di nuove regole nelle cantine italiane. Si tratta di standard e raccomandazioni internazionali, la cui applicazione concreta deve essere valutata alla luce della normativa europea e nazionale.

Le decisioni adottate a Yinchuan rappresentano dunque un ulteriore aggiornamento dei riferimenti per la viticoltura e l’enologia, in un contesto nel quale la conservazione delle risorse genetiche, l’innovazione tecnologica e la verifica dell’autenticità dei vini assumono un’importanza crescente.

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