sabato, Gennaio 10, 2026
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Il primo ranking Liv-ex 2026 fotografa un mercato dei vini di pregio più razionale

Il primo report dell’anno di Liv-ex svela quali sono i fine wines più richiesti sul mercato internazionale, tra conferme, nuovi ingressi e variazioni di posizionamento.

Il Liv-ex Power 100, pubblicato nei giorni scorsi, traccia il profilo dei brand più influenti nel comparto dei fine wines. L’edizione 2026 del rapporto restituisce un’istantanea di un settore che, dopo una fase di turbolenza, mostra segnali di assestamento. Le dinamiche dell’ultimo anno evidenziano una selezione più netta tra i marchi capaci di mantenere quotazioni stabili e quelli che invece hanno subito contrazioni più marcate.

Il 2024 era stato caratterizzato da una generale contrazione dei prezzi e da una riduzione dei volumi scambiati. Nel nuovo report cresce invece il numero di etichette con performance in territorio positivo. Non si configura ancora come un’inversione di tendenza strutturale, ma come un cambio di approccio da parte degli operatori: meno focus sulla componente speculativa, più attenzione verso marchi in grado di esprimere costanza, identità riconoscibile e gestione coerente del pricing.

Cheval Blanc guida, Sassicaia consolida la presenza italiana

Al vertice della graduatoria si posiziona Cheval Blanc, che conquista il primo posto beneficiando di una politica dei prezzi più contenuta rispetto alle campagne recenti. Subito a ridosso compare San Guido con Sassicaia, che rafforza la leadership italiana per domanda e risultati complessivi, attestando la solidità internazionale della categoria dei Super Tuscan.

Tra le conferme d’Oltralpe emergono Yquem, che tiene la top ten nonostante il momento poco brillante per il segmento dei vini dolci, e Haut-Brion, che si mantiene tra i brand più attivi negli scambi. La Champagne segna un recupero apprezzabile: Selosse e Salon rientrano nella classifica, mentre Dom Pérignon conferma una richiesta sostenuta in termini di volumi e Krug si distingue per regolarità della domanda e andamento favorevole delle quotazioni.

Le etichette simbolo dello Champagne tornano a trainare il sentiment del mercato, sostenendo uno dei pochi segmenti in ripresa nel 2025

Il segmento italiano tra continuità e volatilità

L’Italia mostra performance differenziate. Oltre a Sassicaia, mantengono stabilità Tignanello, Solaia, Ornellaia e Masseto, che pur con variazioni contenute esprimono una domanda regolare. Più altalenante invece la presenza di alcuni produttori di Chianti Classico e Brunello, risentendo del raffreddamento del mercato statunitense, fattore che ha impattato anche Vega Sicilia, scivolato dalla prima alla sedicesima posizione.

I Super Tuscan confermano solidità e riconoscibilità internazionale: tra i segmenti italiani più resilienti nel Liv-ex Power 100

Coerenza tra valore e prezzo: la chiave del posizionamento

Sul fronte interpretativo, il Power 100 evidenzia una direzione ben definita: il mercato premia chi mantiene equilibrio tra percezione del valore e strategia dei prezzi. È questo il discrimine in una fase ancora attraversata da prudenza, in particolare in mercati sensibili come Stati Uniti e Asia. La continuità del marchio, più della singola vendemmia o del singolo risultato, diventa il metro con cui acquirenti e operatori misurano l’affidabilità nel lungo periodo.

Un secondo elemento significativo è la riduzione della volatilità: calano gli scostamenti estremi e crescono i marchi che mantengono posizioni costanti o avanzano in modo graduale. Questo delinea un mercato più razionale, meno esposto a logiche speculative e più orientato alla corrispondenza tra prezzo, posizionamento e domanda effettiva.

Indicazioni per la ristorazione e il fine dining

Per chi opera nella ristorazione di alta gamma, il rapporto fornisce elementi di valutazione concreti. I brand che dimostrano continuità – Cheval Blanc, San Guido/Sassicaia, Yquem, Krug e, in forma più moderata, Tignanello e Ornellaia – risultano oggi più stabili in uno scenario comunque caratterizzato da incertezza. Di contro, le etichette legate a pochi mercati o a picchi di domanda meno consolidati mostrano maggiore fragilità.

Nel complesso, il Power 100 di gennaio 2026 descrive un mercato più esigente e meno impulsivo, in cui solidità del brand, credibilità e coerenza nel pricing rappresentano i fattori determinanti per conservare valore. Una prospettiva che chi gestisce carte vini e cantine può integrare nelle proprie scelte strategiche e operative.

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