Fattoria Sardi presenta l’annata 2025 di Primavere Rosé, che coincide con la quindicesima vendemmia del vino prodotto dall’azienda biodinamica delle Colline Lucchesi.
Il riferimento numerico riportato sull’etichetta segue la storia del progetto: il 15 corrisponde alle annate trascorse dalla prima vendemmia, datata 2010. Anche il nome del vino richiama una scelta precisa: l’imbottigliamento avviene a febbraio, con l’uscita sul mercato in primavera.
Il rosato è stato sviluppato da Matteo Giustiniani e Mina Samouti in una fase in cui, in Toscana, la categoria era ancora spesso considerata accessoria rispetto ad altre tipologie produttive.
Un passaggio rilevante per la definizione del progetto fu l’esperienza di Matteo Giustiniani a Bordeaux, dove incontrò Denis Dubourdieu durante gli studi di enologia.
“Ho avuto la fortuna di lavorare con Denis Dubourdieu, enologo di riferimento internazionale e consulente di importanti cantine provenzali, e quell’esperienza è stata determinante. Ci ha convinti che questo territorio fresco e soleggiato, con un’ampelografia dominata da Vermentino e Syrah, avesse tutte le condizioni per dare vita a un grande rosato. Era il 2010 e per un’azienda toscana era una scelta inconsueta, ma eravamo certi della direzione”.

Territorio e annata 2025
Primavere Rosé è un IGT Toscana Rosato ottenuto da uve biologiche di Sangiovese, Syrah e Vermentino, coltivate nella tenuta situata in Valfreddana, nell’area di Lucca.
Il contesto pedoclimatico locale è caratterizzato dalle correnti fresche che attraversano le colline e favoriscono notti estive più fresche e inverni rigidi. Questo elemento si combina con l’esposizione sud-est della proprietà, particolarmente luminosa.
I terreni alluvionali derivano dai depositi del Serchio e della Freddana e presentano ciottoli, sabbia e limo. La composizione sciolta e drenante contribuisce alla produzione di mosti sapidi, aromatici e dotati di una marcata acidità naturale.
La stagione 2025 è partita con piogge primaverili abbondanti. Tra maggio e giugno si sono poi susseguite diverse ondate di calore, mentre agosto e settembre hanno registrato giornate soleggiate, temperature fresche e buone precipitazioni.
Nel complesso, l’annata è stata più calda della media, ma ha mantenuto equilibrio nelle fasi centrali della maturazione.
Il risultato è un rosato dal colore più intenso rispetto al consueto rosa tenue. Al naso emergono richiami di frutta rossa, pesca e melone, con un profilo meno citrico e più avvolgente.
Vinificazione e imbottigliamento
Il percorso produttivo comincia con la raccolta del Sangiovese, pressato a grappolo intero. In seguito vengono vendemmiati Vermentino e Syrah insieme a una quota di Sangiovese; queste uve vengono sottoposte a macerazione a freddo per favorire estrazione aromatica, colore e rotondità.
La raccolta termina con il Syrah in purezza.
La fermentazione avviene spontaneamente, con lieviti indigeni e aggiunta di pied de cuve. L’affinamento prosegue fino a dicembre sulle fecce fini, con batonnage, in cemento e acciaio inox, senza utilizzo di legno.
Il vino finale nasce dall’assemblaggio di circa 30 lotti, con componenti che spaziano dal bianco a rosati di maggiore intensità cromatica.
L’imbottigliamento viene effettuato a febbraio, prima dell’inizio della nuova stagione. Una scelta che consente di mantenere nel vino il profilo diretto dell’annata e di collocarlo sul mercato nel periodo primaverile.
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