Home Eventi e Fiere Altemasi Week a Napoli: i Trentodoc di Cavit tra vigneti e affinamenti

Altemasi Week a Napoli: i Trentodoc di Cavit tra vigneti e affinamenti

Dalla selezione delle uve ai lunghi affinamenti sui lieviti, l'enologo Fabrizio Mari racconta il lavoro produttivo di Altemasi attraverso un percorso di degustazione.

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Per i Trentodoc Altemasi di Cavit, l’altitudine dei vigneti è una variabile importante, ma non l’unica a orientare la scelta delle uve. A incidere sono anche l’esposizione, le condizioni climatiche e le caratteristiche delle diverse vallate trentine. Il rapporto tra territorio, scelte produttive e stile dei vini è stato approfondito dall’enologo Fabrizio Mari durante una cena degustazione al ristorante CRUdoRE’ di Napoli, organizzata nell’ambito di Altemasi Week, il progetto itinerante dedicato alle bollicine del marchio.

La selezione dei vigneti e il lavoro sulle basi spumante

Cavit riunisce undici cantine sociali e oltre 5.250 viticoltori, con vigneti distribuiti in differenti aree del Trentino. L’esperienza nella produzione di Metodo Classico risale agli anni Settanta, mentre negli anni Novanta è stata realizzata una cantina specificamente destinata alla spumantizzazione.

Oggi circa 150 ettari sono dedicati alle uve destinate ad Altemasi, attraverso collaborazioni con i soci viticoltori e un’attenta selezione delle parcelle. La presenza di vigneti in vallate differenti consente di individuare Chardonnay e Pinot Nero con caratteristiche diverse, da utilizzare negli assemblaggi in funzione dell’andamento delle singole annate.

Come spiegato da Mari, l’obiettivo è mantenere una continuità stilistica pur lavorando con uve provenienti da territori differenti. In questo processo, la quota altimetrica non rappresenta un parametro sufficiente a determinare la vocazione spumantistica di un vigneto.

Anche cento metri di dislivello possono avere un significato diverso a seconda della valle e dell’esposizione. Nella Valle dei Laghi, ad esempio, condizioni favorevoli possono essere riscontrate anche ad altitudini relativamente contenute, mentre in altre zone è necessario salire maggiormente per ottenere il corretto equilibrio tra maturazione delle uve e conservazione dell’acidità.

Il ruolo degli affinamenti nello stile Altemasi

Un altro elemento centrale nella produzione riguarda i tempi di maturazione e affinamento.

«Il tempo è una componente fondamentale nel nostro Altemasi», ha sottolineato Fabrizio Mari, spiegando l’importanza delle lunghe soste sui lieviti e del successivo periodo di riposo dopo la sboccatura.

Una parte delle bottiglie viene inoltre affinata all’interno di una miniera trentina, dove la stabilità naturale della temperatura permette di limitare il ricorso ai sistemi di climatizzazione, con un conseguente risparmio energetico.

La gestione dei tempi di affinamento, insieme alla selezione delle uve e alla composizione delle basi, contribuisce così a definire le differenti espressioni della gamma.

Quattro Trentodoc Altemasi in abbinamento alla cucina di mare

La cena organizzata al ristorante CRUdoRE’ ha permesso di approfondire queste caratteristiche attraverso un percorso gastronomico prevalentemente dedicato al pesce.

Ad aprire la degustazione è stato l’Altemasi Trentodoc Millesimato 2022, prodotto esclusivamente da Chardonnay. Una piccola parte delle basi viene fermentata in legno, mentre l’affinamento sui lieviti si protrae per circa trenta mesi.

La variazione di tartare e sashimi è stata accompagnata dall’Altemasi Pas Dosé 2020, assemblaggio di Chardonnay e Pinot Nero senza dosaggio zuccherino. Per questa tipologia, ha spiegato Mari, assume particolare importanza la scelta di uve che presentino già un adeguato equilibrio tra struttura e caratteristiche organolettiche.

Con i bigoli all’astice e tartufo nero è stato servito l’Altemasi Rosé, nel quale il Pinot Nero rappresenta la componente prevalente. L’enologo ha illustrato il lavoro sulle differenti modalità di vinificazione di questa varietà, attraverso contatti con le bucce di durata variabile, finalizzati a ricercare un equilibrio tra colore, struttura ed espressione del frutto.

Il pescato del giorno alla mugnaia con verdure al vapore è stato invece abbinato alla Riserva Graal 2018, etichetta storica della produzione Altemasi, realizzata dal 1982.

Il lungo affinamento sui lieviti e il riposo successivo alla sboccatura ne caratterizzano il percorso produttivo. Mari ne ha inoltre evidenziato il potenziale evolutivo, ricordando come il vino possa continuare a sviluppare caratteristiche differenti anche negli anni successivi alla commercializzazione, incontrando le diverse preferenze degli appassionati.

A conclusione della cena è stato proposto il Rupe Re Vendemmia Tardiva 2022, abbinato a una torta al formaggio infornata con marmellata alle arance e caramello salato. Si tratta di un vino dolce della produzione Cavit, esterno alla gamma Altemasi, ottenuto da uve lasciate appassire sulla pianta e raccolte tardivamente nelle annate climaticamente favorevoli.

Altemasi Week, il progetto itinerante di Cavit arriva a Napoli

L’incontro si è svolto nell’ambito della tappa napoletana di Altemasi Week, iniziativa avviata nel 2026 da Cavit per far conoscere i propri Trentodoc anche al di fuori del territorio di produzione.

Dopo Firenze e Torino, Napoli rappresenta la terza città coinvolta nel progetto. Dal 12 al 18 ottobre, ristoranti, wine bar ed enoteche del capoluogo campano e della provincia propongono degustazioni al calice e abbinamenti gastronomici dedicati alle etichette Altemasi.

«Il progetto è nato quest’anno e ha l’obiettivo di far conoscere le nostre bollicine di montagna attraverso un tour in diverse città italiane», ha spiegato Luisa Marinoni, Responsabile Marketing di Cavit, durante la serata stampa.

Da Sinistra Fabrizio Mari e Luisa Marinoni nella serata di CRUdoRE 

L’iniziativa si sviluppa attraverso una prima fase di formazione riservata agli operatori professionali, seguita da una settimana di appuntamenti destinati ai consumatori. A Napoli sono state organizzate due masterclass, mentre il calendario delle degustazioni coinvolge locali con formule di servizio e proposte gastronomiche differenti.

La scelta delle città, come illustrato da Marinoni, tiene conto della disponibilità degli operatori e dell’interesse del pubblico verso nuove proposte. Il progetto proseguirà nel 2027 con ulteriori tappe italiane.

Il programma completo degli appuntamenti napoletani è consultabile sul sito Altemasi.

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