Il cambiamento climatico non si traduce più soltanto in una vendemmia anticipata. Nei vigneti europei sta diventando sempre più evidente un altro effetto: la progressiva riduzione del tempo disponibile per stabilire quando raccogliere le uve.
Con la maturazione che procede rapidamente, ogni giorno può modificare l’equilibrio tra zuccheri, acidità e componenti aromatiche. Per i viticoltori, quindi, la questione non è più soltanto prepararsi a entrare prima in vigna, ma riuscire a individuare una finestra di raccolta che tende a diventare sempre più breve.
È quanto emerge dalle analisi diffuse da Reuters e dalle testimonianze pubblicate dal portale francese specializzato Vitisphere. Entrambe descrivono un’estate caratterizzata da temperature eccezionalmente elevate e da una prolungata scarsità di precipitazioni, condizioni destinate a influenzare la campagna vitivinicola in Francia.
In Champagne una raccolta tra le più precoci di sempre
Secondo Reuters, la vendemmia in Champagne potrebbe cominciare intorno al 15 agosto, configurandosi come una delle più anticipate mai registrate nella regione. Si tratta di circa un mese di anticipo rispetto alle tempistiche che, soltanto alcuni decenni fa, erano considerate normali.
Le prime valutazioni indicano rese inferiori di circa il 10% rispetto al 2025. L’impatto sulla produzione complessiva potrebbe tuttavia risultare più contenuto grazie alla possibilità di utilizzare i vini di riserva.
Maxime Toubart, presidente del Syndicat Général des Vignerons de la Champagne, spiega che le abbondanti piogge invernali avevano permesso ai suoli di accumulare una buona quantità d’acqua. Il perdurare della siccità, però, sta frenando lo sviluppo degli acini, che in numerosi vigneti non stanno più aumentando di volume.
Le stime potrebbero cambiare soltanto in presenza di piogge consistenti nelle prossime settimane, a condizione che non siano accompagnate da fenomeni temporaleschi.
Calo dei raccolti atteso anche a Bordeaux e in Borgogna
Le conseguenze del caldo e della siccità non si limitano alla Champagne. Anche a Bordeaux e in Borgogna i produttori si attendono una diminuzione significativa dei volumi, che al momento non è ancora possibile quantificare con esattezza.
A Bordeaux l’ondata di calore è stata ancora più intensa. Le temperature elevate stanno inoltre favorendo un accumulo più rapido degli zuccheri negli acini, con possibili ripercussioni sia sul grado alcolico sia sul profilo finale dei vini.
Le prime uve impiegate per il Crémant de Bordeaux potrebbero essere raccolte già durante la prima settimana di agosto. In Borgogna, invece, l’inizio della vendemmia è previsto intorno al 20 agosto.
La maturazione accelera e aumenta il rischio di aspettare
Alle previsioni generali si affiancano le esperienze dirette dei viticoltori raccolte da Vitisphere, che mostrano come il cambiamento delle condizioni climatiche stia incidendo sulle decisioni quotidiane in azienda.
«Esiste ancora una barriera psicologica: continuiamo a pensare di poter aspettare qualche giorno per ottenere una maturazione migliore. Oggi è rischioso», osserva Bruno Pieaux, che insieme al fratello Jean-Michel conduce il Domaine du Margalleau, azienda di 32 ettari nella denominazione Vouvray, in Valle della Loira.
Nella scorsa campagna la raccolta era stata anticipata di otto giorni, ma l’intervento non era stato sufficiente. Il potenziale alcolico delle uve cresceva infatti di circa 2,5 punti percentuali ogni settimana.
La vendemmia si era così conclusa con gradazioni comprese tra 12,5 e 13% vol., mentre per i vini base destinati alla spumantizzazione l’obiettivo era fissato intorno all’11%. Per ristabilire l’equilibrio negli assemblaggi sono stati utilizzati i vini base del 2024, contraddistinti da una gradazione alcolica più bassa.
Cambia l’organizzazione del lavoro in cantina e in vigneto
L’accelerazione della maturazione comporta conseguenze anche sul piano organizzativo. Le aziende devono rivedere le ferie dei dipendenti, predisporre le cantine con diverse settimane di anticipo e adattare continuamente i programmi di raccolta.
Le scelte dipendono sempre più dal controllo giornaliero delle uve, dall’andamento del vigneto e dall’aggiornamento delle previsioni meteorologiche. In questo scenario, rimandare la raccolta anche soltanto di pochi giorni può determinare variazioni rilevanti nella composizione delle uve.
Il semplice anticipo della vendemmia, dunque, non rappresenta più l’elemento principale. Il dato più rilevante è la contrazione del periodo nel quale il produttore può decidere quando intervenire.
Una finestra temporale sempre più limitata, con possibili conseguenze non soltanto sulle quantità raccolte, ma anche sulle caratteristiche dei vini e sull’identità dei territori da cui provengono.
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