Home Eventi e Fiere Tre giorni di degustazioni a Torino: torna il Salone del Vino!

Tre giorni di degustazioni a Torino: torna il Salone del Vino!

0

La quarta edizione del Salone del Vino si svolgerà dal 28 febbraio al 2 marzo 2026 negli spazi delle OGR Torino, consolidando il suo ruolo di vetrina d’eccellenza per il patrimonio vitivinicolo piemontese con oltre 500 cantine protagoniste. La manifestazione aprirà al pubblico nel weekend del 28 febbraio e 1° marzo, riservando poi l’intera giornata di lunedì 2 marzo agli operatori del settore, con la partecipazione di buyer internazionali provenienti da Svezia, Danimarca, Paesi Bassi, Regno Unito e Repubblica Ceca grazie all’organizzazione di Unioncamere Piemonte.

“Degustare è scoprire” rappresenta il concept di questa quarta edizione: ogni nuovo vino spalanca un orizzonte inedito, richiede l’adozione di una prospettiva diversa, ridefinisce la propria geografia sensoriale. Un invito a lasciarsi stupire dalla ricchezza enologica del territorio piemontese.

Programma

Durante le due giornate pubbliche, visitatori e appassionati potranno degustare e acquistare le proprie etichette preferite, esplorare direttamente le realtà produttive coinvolte e prendere parte a oltre 50 masterclass gratuite. L’edizione 2026 introduce elementi innovativi: il Piemonte verrà presentato nella sua interezza territoriale attraverso più di 30 partnership con enti di promozione, riservando particolare attenzione alle cantine First Generation, anche extrapemontesi – giovani imprese che stanno rinnovando la narrazione vitivinicola portando visioni innovative di viticoltura e approccio sostenibile.

Si amplia l’integrazione con il mondo gastronomico grazie a un nuovo spazio food sviluppato insieme ai Maestri del Gusto di Torino e Provincia, progetto della Camera di commercio torinese dedicato alla valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche locali. Il palco delle OGR ospiterà 10 appuntamenti di approfondimento realizzati in collaborazione con la piattaforma DISSAPORE, offrendo l’opportunità di esplorare insieme a giornalisti e specialisti le tendenze emergenti del settore vitivinicolo e le loro connessioni con il panorama gastronomico. Tra i relatori figura Giuseppe Calabrese, volto di Linea Verde su Rai Uno.

Il programma “Aspettando il Salone del Vino 2026” si potenzia trasformando l’intero mese di febbraio in un calendario quotidiano di eventi che farà di Torino un teatro enologico diffuso attraverso cene tematiche, degustazioni e iniziative speciali. Nel calendario spiccano l’appuntamento del 13 febbraio quando Go Wine presenterà da Combo “La Notte dei Vini di Cantine d’Italia 2026” con 20 cantine storiche in degustazione, e venerdì 20 febbraio la Notte Rossa Barbera, iniziativa dell’Associazione F.E.A. che reinterpreta in chiave contemporanea la tradizione della piola piemontese e della merenda sinoira.

La manifestazione adotta una nuova identità visiva creata dall’illustratore torinese Jacopo Rosati, che ha collaborato con testate internazionali quali The Wall Street Journal, Monocle e The Washington Post, oltre a pubblicazioni nazionali come Il Gusto e Il Sole 24 Ore. Il suo lavoro rappresenta l’intera filiera vitivinicola attraverso un linguaggio visivo fluido e articolato.

Il Salone valorizza un’ampia rete di consorzi di tutela, enoteche regionali e associazioni produttive che testimoniano l’eccezionale varietà enologica piemontese. Spazio rilevante al progetto Torino DOC della Camera di commercio: dal Pinerolese alla Freisa di Chieri, dal Carema all’Erbaluce di Caluso, attraversando la Val di Susa e la Collina Torinese. Il percorso espositivo parte dall’Alto Piemonte con l’Enoteca di Gattinara e dell’Alto Piemonte, prosegue nei territori alpini con il Consorzio del Pinerolese e tocca le colline torinesi attraverso l’Enoteca Regionale della Provincia di Torino e il Consorzio Freisa di Chieri.

Dal Monferrato casalese all’astigiano, il viaggio attraversa le denominazioni storiche come Barbera e Grignolino insieme a Riviera del Monferrato, Produttori Isola d’Asti, Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato. Protagoniste le terre dell’Asti DOCG e del Brachetto d’Acqui con i rispettivi consorzi di tutela, il mondo del Moscato attraverso l’Associazione Comuni del Moscato e i Sorì Eroici, che celebrano le vigne più scoscese e spettacolari. Le Langhe e il Roero completano la rappresentazione territoriale con le produzioni di Barolo, Barbaresco e Dolcetto, mentre l’impegno verso la sostenibilità trova espressione nell’Associazione Produttori del Vino Biologico. Le eccellenze della distillazione emergono attraverso il Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo, con presenza sempre più centrale del Consorzio Vermouth di Torino, simbolo di una tradizione unica del capoluogo piemontese.

L’area food del Binario 3 accoglierà diverse realtà tra cui il Binario del Gusto di Piazza Nizza con le carni di Fassona, Borgiattino Formaggi per i prodotti caseari regionali, la Buatta Cucina Popolana con la sua proposta fusion tra Piemonte e Sicilia, Cascina Blu di Ciriè, Monferrato Truffle di Moncalvo specializzata in prodotti tartufati, e l’Azienda Agricola Dammi di Cossano Belbo con le sue specialità alle nocciole.

La giornata di lunedì accoglierà 2.000 professionisti del settore vitivinicolo provenienti dal Piemonte e dall’Italia, tra giornalisti, ristoratori, responsabili di enoteche, buyer e sommelier, che avranno modo di incontrare le aziende partecipanti e approfondire le loro storie attraverso masterclass dedicate. Continuano le collaborazioni con Fisar Torino e Go Wine, presenti dalla prima edizione, affiancate da AIS Piemonte, Onav Torino, Strada Reali dei vini Torinesi, oltre al contributo di università e istituti formativi del settore. Il Dipartimento Integrato Dipendenze dell’ASL Città di Torino allestirà uno spazio informativo dedicato al consumo responsabile di bevande alcoliche.

Il Salone del Vino 2026 è organizzato da KLUG APS con il patrocinio e il sostegno di Città di Torino, Camera di commercio di Torino, Unioncamere Piemonte, Turismo Torino e Provincia, Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Fondazione CRT, Amiat, Gruppo Iren e GTT.

Le dichiarazioni

«Raccontare il patrimonio vitivinicolo del Piemonte è un percorso di crescita culturale unico: ad ogni edizione scopriamo nuovi vini, tradizioni che vengono rinnovate, nuove cantine giovani e dinamiche – sottolinea Patrizio Anisio, direttore del Salone del Vino Torino – ma soprattutto vediamo come il pubblico è sempre alla ricerca di esperienze immersive, con una curiosità vivace, fluida e sempre più attenta alla sostenibilità».

«Anche quest’anno sosteniamo con convinzione il Salone del Vino che ha la forza di far dialogare diverse anime e che da anni favorisce la diffusione e valorizzazione dei vini torinesi e piemontesi – dichiara Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino – L’evento ci fornisce l’occasione per presentare una nuova piattaforma digitale, realizzata con il coordinamento del nostro Laboratorio chimico, uno strumento a disposizione di viticoltori e agronomi per supportarli concretamente nella gestione di trasformazioni e rischi dovuti al cambiamento climatico. Non mancheranno poi le degustazioni gratuite per far conoscere la nostra selezione di vini Torino DOC, comprese le produzioni più di nicchia che oggi attirano l’attenzione del pubblico. Infine, con l’obiettivo di incrementare le opportunità di mercato per 5 nostre aziende, prevediamo un ciclo di incontri dedicato ai buyer stranieri, realizzato in collaborazione con Unioncamere Piemonte».

«Il Salone del Vino si conferma un appuntamento centrale nel calendario dei grandi eventi della nostra città, capace di trasformare Torino in una vera e propria capitale del vino – afferma Domenico Carretta, assessore ai Grandi eventi e Turismo della Città di Torino – Con questa quarta edizione, il Salone compie un ulteriore passo in avanti. Da vetrina espositiva, si amplia, esce dalle mura delle OGR Torino, diventando anche un progetto diffuso, grazie al palinsesto “Aspettando il Salone”, che per tutto il mese di febbraio coinvolgerà l’intero tessuto urbano, dai locali storici alle piole, fino ai luoghi della cultura. Il Salone del Vino è una manifestazione che rappresenta la Torino che vogliamo: una città capace di valorizzare le proprie radici, ma con lo sguardo rivolto al futuro, all’innovazione e soprattutto ai giovani. Il coinvolgimento delle cantine “First Generation” e l’attenzione alla sostenibilità dimostrano che il mondo del vino piemontese è più vivo e dinamico che mai. Un mondo che cittadini e turisti potranno scoprire lasciandosi guidare dal tema di quest’anno, “Degustare è scoprire».

Dichiara Paolo Bongioanni, assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte: «Oggi il vino piemontese è chiamato a due grandi sfide da condurre simultaneamente. La prima è andare con decisione alla conquista di nuovi mercati, alla luce del cambiamento economico e geopolitico che sta interessando gli scenari globali. Per questo stiamo lavorando a strutturare un Osservatorio del Vino che ci offra indicazioni scientifiche e non emozionali su dove traguardare. La seconda è impegnarci con la promozione e la narrazione per riconquistare le giovani generazioni, che un irresponsabile approccio ideologico di criminalizzazione del vino ha allontanato da un consumo consapevole. Con le sue degustazioni, pacchetti e percorsi aperti al grande pubblico e con il ricchissimo programma di eventi off che coinvolgono ristoranti e locali della movida metropolitana, il Salone del Vino di Torino offre sotto quest’aspetto un approccio innovativo e coraggioso, trait-d’union fra le storie straordinarie del nostro territorio e dei nostri produttori, il loro racconto e un’esperienza autentica di scoperta e conoscenza».

«La Città metropolitana patrocina e supporta il Salone del Vino e sarà presente con un suo stand, realizzato in collaborazione con il Distretto del Cibo del Canavese e della Collina Torinese – sottolinea Sonia Cambursano, Consigliera metropolitana delegata alle attività produttive, allo sviluppo economico, alla pianificazione strategica e al turismo – Saranno proposti in degustazione l’Erbaluce Docg, il Canavese Rosso Doc e 9 prodotti rappresentativi delle 9 aree in cui è suddiviso il Distretto. Racconteremo un territorio che spazia dalla Collina Morenica di Ivrea alle porte di Torino, passando per la pianura del Canavese. Un territorio in cui il cibo e il vino non sono solo produzione, ma paesaggio, cultura e identità».

Leggi la notizia anche su Horecanews.it

Exit mobile version