Nel 2025 Castello di Meleto ha registrato 14mila presenze tra ospitalità, visite ed esperienze in cantina, confermando la tenuta di Gaiole in Chianti come punto di riferimento dell’enoturismo toscano di qualità. La struttura, che vanta una delle superfici vitate biologiche più estese del Chianti Classico, ha ottenuto il riconoscimento di “Miglior cantina per l’esperienza enoturistica complessiva” ai Tuscany Wine Experience Awards 2026.
“Castello di Meleto rappresenta oggi un modello di integrazione tra produzione vitivinicola, ospitalità e valorizzazione del patrimonio storico”, afferma Francesco Montalbano, direttore generale della tenuta. “Chi ci sceglie — continua Montalbano — qui trova vigneti, cantina, ospitalità diffusa nel borgo storico e ristorazione di alto livello, con un’offerta pensata per un turismo di qualità”.
Flussi internazionali in crescita. Nel 2025 i mercati più dinamici sono stati Regno Unito e Sud America, con visitatori orientati a costruire itinerari enogastronomici tematici tra le grandi denominazioni toscane — Montalcino, Bolgheri e il Chianti Classico — privilegiando soggiorni brevi e tappe multiple.
Il segmento matrimoni e eventi ha segnato uno dei risultati più significativi dell’anno: le richieste sono triplicate rispetto al 2024, con una domanda che supera attualmente la disponibilità di date. “Se in passato si trattava di un fenomeno quasi esclusivamente internazionale — sottolinea Montalbano — dall’anno scorso abbiamo avuto una crescita rilevante del pubblico italiano, sempre più attratto da location storiche immerse nel paesaggio vitivinicolo. Qui offriamo la possibilità di effettuare anche la celebrazione del rito, oltre che il ricevimento, un elemento che ci sta consentendo di raccogliere moltissimo consenso. La gestione degli eventi rimane comunque volutamente limitata, per garantire la tutela del patrimonio storico e paesaggistico e preservare la qualità dell’esperienza degli ospiti”. Le coppie provengono principalmente da Stati Uniti, Germania e Austria, con presenze anche da Belgio, Francia, Armenia e Turchia.
Prospettive 2026. La strategia per l’anno in corso si concentra sul consolidamento del target internazionale medio-alto, con l’ampliamento delle esperienze immersive legate al vino e al territorio, una maggiore integrazione tra offerta gastronomica dell’osteria, soggiorno ed eventi, e un posizionamento sempre più orientato a un enoturismo autentico e sostenibile.
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