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Gavi Docg, export oltre i 12 milioni di bottiglie e vendite in ripresa in Italia nel 2025

I dati del Consorzio Tutela del Gavi confermano la forza dell’export, pari al 91% della produzione. Dopo dieci anni di calo, il mercato italiano torna a superare il milione di bottiglie vendute.

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Le vendite del Gavi Docg sul mercato italiano tornano a crescere e superano il milione di bottiglie. È il dato che emerge dai dati di vendita 2025 diffusi dal Consorzio Tutela del Gavi e che interrompe una tendenza negativa durata un decennio. Un segnale ancora contenuto nei numeri assoluti, ma significativo per una denominazione che continua a fondare la propria forza soprattutto sui mercati internazionali.

Nel 2025, infatti, oltre 12 milioni di bottiglie sono state esportate, pari al 91% della produzione complessiva. Il Gavi Docg è presente in tutti i principali mercati mondiali, dall’Europa al Nord America, fino all’Asia e al Medio Oriente.

La distribuzione delle vendite all’estero vede ancora la Gran Bretagna nettamente in testa, con 7 milioni di bottiglie vendute nel corso dell’anno e una quota superiore al 60% dell’export. Gli Stati Uniti mantengono la seconda posizione con oltre 1 milione e mezzo di bottiglie, pari a circa il 13%, mentre la Germania si colloca al terzo posto con il 5,6%. Seguono Russia, Irlanda e Malta, dove circolano oltre 300.000 bottiglie di Gavi. In crescita anche il Canada, che registra un incremento del 43% rispetto al 2023, mentre gli Emirati Arabi si confermano il principale mercato del Medio Oriente.

Tra i Paesi asiatici, il Giappone resta il principale mercato di riferimento. A distinguersi è però soprattutto la Cina, che nel biennio ha registrato una forte accelerazione: le esportazioni di Gavi Docg sono passate da meno di 10.000 bottiglie nel 2023, pari allo 0,06% del totale, a oltre 100.000 bottiglie nel 2025, portando la quota allo 0,82%.

Anche sul mercato interno emergono dinamiche interessanti. Il consumo del Gavi Docg continua a concentrarsi prevalentemente nel Nord Italia. Il Piemonte rappresenta il principale bacino di riferimento, passando dal 42,46% dei volumi nazionali nel 2023 al 44,19% nel 2025. Le altre regioni settentrionali assorbono il 40,96% dei consumi nel 2025, mentre Centro e Sud seguono con quote inferiori. Secondo il Consorzio, la crescita del peso del Piemonte è legata al maggiore interesse per l’enoturismo e agli investimenti effettuati dalle cantine del territorio, che favoriscono il contatto diretto tra consumatore e produttore.

Sul fronte della distribuzione, la grande distribuzione organizzata conserva il primato, ma perde parte della propria incidenza. La quota della GDO passa infatti dal 58% del 2023 al 52% del 2025, mentre il canale Horeca cresce dal 42% al 48%, riducendo sensibilmente il divario.

A commentare i risultati è Maurizio Montobbio, Presidente del Consorzio Tutela del Gavi: «I dati ci confermano che il Gavi DOCG è uno dei vini bianchi italiani in buona salute. Stiamo attraversando crisi internazionali, dazi e conflitti dimostrando solidità grazie al lavoro condiviso tra produttori, Consorzio e istituzioni, tanto in vigna e in cantina quanto sui mercati, locale e internazionale. Siamo consapevoli che il Gavi – classico e contemporaneo insieme, storico nelle radici, versatile nell’abbinamento – incontra i gusti di consumatori esigenti e diversi tra loro e questo ci dà fiducia sul mercato domestico.

Guardiamo con interesse alla sua crescita, seppur accennata, che ci dice che c’è ancora spazio per lavorare sul valore del nostro vino in Italia, anche proponendoci come destinazione enoturistica. In un momento in cui il consumatore cerca sempre più il contatto diretto con il prodotto e con chi lo fa, la cantina diventa il luogo di scoperta e di relazione dove si sta spostando il consumo esperienziale del vino, rispetto al ristorante.

Per quanto riguarda le sfide che ci attendono, dovremo osservare con attenzione la dinamicità di mercati e continuare a lavorare per mantenere sempre un’identità chiara, l’attenzione alla qualità e l’ottimo rapporto qualità/prezzo che negli anni è stata la nostra forza.»

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